Letteralmente “finanziamento della folla”, è un fenomeno che sta vedendo un grande incremento negli ultimi anni. Consiste nel proporre un progetto – solitamente tramite una piattaforma web specializzata – a un pubblico più vasto possibile. Chi è interessato al prodotto può offrire delle quote, che possono essere modeste (qualche euro) ma anche di entità più rilevante (fi no a centinaia di euro o in alcuni casi migliaia); il finanziatore, a seconda della quota versata, può ricevere in cambio un’anteprima del prodotto o altri servizi, come la menzione del proprio nome fra i contributori. Questa modalità di finanziamento, che non lega il progettista a un prestito o a grandi investitori, permette agli ideatori di ottenere una quota di fondi iniziali. Questi fondi vengono generalmente usati per avviare la produzione in una scala che la rende economicamente conveniente; non necessariamente però la produzione di un progetto di crowdfunding andato a buon fi ne viene continuata: non è raro vedere progetti terminare dopo aver consegnato i lotti ai finanziatori (rendendo i prodotti oggetti quasi da collezione). Il controllo della comunità di finanziatori rende i progetti relativamente sicuri; tuttavia non è raro vedere progetti che, dopo ritardi anche di qualche anno, vengono chiusi senza consegnare il prodotto come promesso.
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