CFI e la sfida AI per Italia e l’Europa. Sovranità dei dati, infrastrutture e applicazioni verticali nel manufacturing avanzato

Si è svolto nella giornata di apertura di Mecspe, il 4 marzo a Bologna, il convegno organizzato dal Cluster Fabbrica Intelligente (CFI), sulla strategia europea sui dati e sull’applicazione dell’AI ai processi industriali; sulle opportunità per le aziende manifatturiere di contribuire alla progettazione Horizon Europe 2028-2034 e su come territori ed ecosistemi stiano mettendo a terra innovazione, competenze e adozione dell’AI. Con l’obiettivo condiviso di andare oltre la fase sperimentale.

La strategia europea punta a una sovranità dei dati e delle infrastrutture per sviluppare un modello unico, agile e sicuro per i dati e fornire servizi affidabili di Intelligenza artificiale basati su un modello eurocentrico. Quindi l’obiettivo è di abilitare il potere trasformativo dell’AI in settori strategici con una convergenza tra Telco – Edge e Cloud e ridurre il gap di innovazione, agendo sull’accelerazione di progetti di Manufacturing avanzata, puntando all’automazione flessibile abilitata dall’intelligenza artificiale per facilitare la produzione di piccoli lotti, differenziati e personalizzati come sempre più richiesto dal mercato e, per realizzarlo, lavorare sulle competenze e sulla Human Centricity.

La dettagliata ricognizione di tutti gli strumenti e orientamenti dell’Europa in tema di innovazione tecnologica e AI per l’industria è risultata in linea con la “Roadmap della Ricerca e dell’Innovazione”, realizzata da CFI, proprio per consentire alle istituzioni interessate di definire le linee strategiche dello sviluppo del manifatturiero avanzato attraverso la politica industriale e possibili bandi.

Un ruolo attivo per le imprese nella programmazione 2028-2034

Quale sarà il prossimo passo? Le call del Programma Horizon Europe 2021-2027 sono in chiusura, ma la partita si apre per la definizione del Programma 2028-2034 che, se verrà approvato, ammonterà a 410 miliardi di euro.

«Le aziende italiane possono giocare un ruolo attivo nel contribuire a indirizzare gli investimenti della prossima programmazione, che è ora in fase di discussione. Attraverso il Cluster infatti possono dialogare direttamente al livello delle “Partnership” pubblico-private europee, che raccolgono i bisogni direttamente dai tessuti industriali dei singoli Paesi e non solo tramite i Ministeri, interlocutori principali dei Cluster. Ma dovremo “combattere”, perché nella prossima programmazione ci sarà una riduzione di queste Partnership e bisognerà fare in modo che resti prioritario il “Manufacturing”, anche collegato ad altri temi strategici come l’AI», raccomanda Tullio Tollio, Professore ordinario del Politecnico di Milano e Presidente del Comitato tecnico-scientifico CFI.

Focus su GenAI e Agentic AI su applicazioni verticali per l’industria

Il focus sulle applicazioni verticali dell’AI generativa e dell’Agentic AI per settori industriali e per le singole aziende sembra la via da percorrere per trarre valore dai modelli di AI e recuperare in competitività sia a livello europeo sia italiano, come indicato in apertura dal presidente del CFI Gianluigi Viscardi: «Gli investimenti in Intelligenza Artificiale vanno in direzioni diverse, dalla definizione di modelli ad algoritmi alle infrastrutture di supporto. Su alcuni di questi fronti sappiamo che non siamo tra i primi al mondo, sia come italiani che come europei. Meglio di noi fanno infatti sia gli Stati Uniti che la Cina. Tuttavia, noi italiani ci distinguiamo per soluzioni e applicazioni industriali creative e questa capacità la si può mettere in campo anche nell’uso dell’AI. Per essere più competitivi non dobbiamo pensare all’AI solo come un investimento su larga scala per algoritmi e infrastrutture, ma dobbiamo puntare su applicazioni verticali, che aiutino a risolvere sfide concrete che diano impulso alla crescita del manifatturiero, partendo dalle reali necessità industriali. Questo ci permetterà di essere competitivi a livello globale».

Strategie regionali e nazionali per un’adozione dell’AI

Sono stati presentati alcuni programmi territoriali, volti proprio ad accelerare l’adozione dell’AI nel mondo manifatturiero con progetti di ricerca e innovazione per sviluppare applicazioni concrete. Testimonianze di AFIL Lombardia, DIH Liguria e del Cluster Smart Communities Tech, con progetti in corso che riuniscono istituzioni, ricerca e impresa. L’obiettivo comune, declinato nei diversi contesti, è lo sviluppo, a fronte dell’analisi dei fabbisogni delle imprese, di programmi di formazione sui dati e sull’applicazione industriale dell’AI, nonché fornire un accompagnamento per passare da una fase sperimentale all’implementazione industriale. Dato il tessuto imprenditoriale italiano, è prioritario anche portare a bordo le Pmi, di cui solo l’8% ha un progetto AI attivo, contro il 71% delle grandi imprese (dati Istat, Rapporto ICT 2025). Più in generale, lo stato di adozione dell’AI nelle imprese è raddoppiato in un anno (16,4% nel 2025 rispetto all’8,2% nel 2024), ma il 60% non ha investito oltre i progetti pilota. In questafase di accelerazione gioca un ruolo centrale anche l’infrastruttura tecnologica di super calcolo della Fondazione AI4I, the Italian Institute of Artificial Intelligence, cofinanziato dall’Europa e dal governo italiano, che offre anche un articolato programma di formazione finanziata e servizi alle imprese per l’adozione dell’AI.  

Presentate anche le attività di poli di innovazione come il MESAP (Meccatronica e Sistemi Avanzati di Produzione) della Regione Piemonte e del Competence Center Bi-Rex a supporto delle PMI, con il contributo e il punto di vista della startup tecnologica Orchestra, di MYWAI e del Gruppo BLM. Quello che è emerso in generale non è la scarsità di fondi, ma la difficoltà del tessuto delle Pmi a recepire queste tecnologie (una scarsa “readiness”, prontezza tecnologica), finora ristretta a sistemi di visione per il controllo di qualità, mentre l’AI per avere un reale impatto sul business non può essere limitata a singole applicazioni, ma va accompagnata in una progettualità più completa e pervasiva, di cui il management dovrebbe comprendere per primo le opportunità.

Dai system integrator alle imprese: resta prioritaria la qualità dei dati

In conclusione del convegno, si è dato spazio alla presentazione di diversi casi aziendali, ABB, Sacmi e MCM (attraverso la divisione software MCE), con le loro applicazioni interne di AI e l’integrazione  nei loro prodotti, fino ai system integrator Vision, Nebula e Next. Specializzati in soluzioni per la digitalizzazione delle imprese e l’integrazione di Intelligenza artificiale. In tutti i casi è stata ribadita la necessità di partire da una base dati di qualità, che siano comparabili e confrontabili e di scegliere le tecnologie più adatte alle specifiche esigenze aziendali e non viceversa.

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