Usare la pioggia per illuminare le case

 

4Con la raccolta di acqua piovana, gli studenti dell’Università Tecnologica del Messico UNITEC, sono stati in grado di generare energia elettrica utilizzando una microturbina e fornire il liquido vitale alle case in una comunità povera di Iztapalapa a Città del Messico. Questo sistema, denominato “Pluvia”, raccoglie la pioggia dal tetto della casa tramite una grondaia, ed il suo funzionamento è simile a quello utilizzato nelle centrali idroelettriche, che utilizza acqua piovana per far ruotare una microturbina e generare elettricità. Attualmente è possibile solo per ricaricare batterie da 12 volt portatili con cui si possono alimentare lampade a LED, ma non si riesce a produrre sufficiente energia per alimentare tutta la casa.

 

 

Additive manufacturing

Una parete di ceramica per raffrescare le città senza spreco di energia

Con estati sempre più calde e ondate di calore più frequenti, il raffrescamento degli edifici e degli spazi urbani richiede soluzioni meno energivore dei tradizionali sistemi di climatizzazione. In questa direzione si inserisce il lavoro dei ricercatori della Graz University

Metodologie di progettazione

Risorse tecniche e fornitori: il vero collo di bottiglia dei progetti waterfall

Nei progetti gestiti con approccio waterfall la schedulazione è solida solo se lo sono le risorse che la sostengono: progettisti, macchinari, materiali e fornitori. ecco come pianificarli, bilanciarne i carichi e controllarli per evitare che una risorsa sovrallocata o un

Approfondimenti

Verso una governance più solida e strutturata del PDM

Attraverso metodo, regole condivise e indicatori di performance, le aziende possono trasformare il dato tecnico in una risorsa strategica, capace di migliorare la continuità operativa, ridurre le inefficienze e abilitare processi decisionali più rapidi e affidabili. Approfondiamo questo tema con

Design thinking

L’uomo al centro: progettare per la complessità

Progettare per la vera complessità richiede di abbandonare l’estetica di superficie per tornare a verità umane fondamentali: un prodotto digitale non vive nel vuoto, ma interagisce con il sistema nervoso dell’utente, con la sua diversità funzionale e con l’ecosistema fisico