I ricercatori di politecnici di Monaco e Berlino hanno dimostrato la fattibilità di un sistema che consentirebbe di pilotare un aereo tramite il
pensiero. Questo avveniristico dispositivo è in grado di far comunicare i comandi dell’aereo con il pilota tramite le onde cerebrali misurate utilizzando l’elettroencefalografia. Un algoritmo sviluppato dagli scienziati del Team PhyPA (Physiological Parameters for Adaptation) consente al programma di decifrare potenziali elettrici e convertirli in comandi di controllo utili. Il sistema è stato testato tramite un simulatore di volo su sette presone con diversi livelli di esperienza di volo, di cui una persona senza alcuna esperienza pratica. La precisione con la quale i soggetti del test hanno eseguito le manovre è tale da poter soddisfare i requisiti per ottenere la licenza di volo. Ora i ricercatori stanno si stanno concentrando in particolare sulla definizione dei requisiti per il sistema di controllo e le dinamiche di volo che dovranno essere modificati per accogliere il nuovo metodo di controllo.
Home » Usare il pensiero per pilotare un aereo
Usare il pensiero per pilotare un aereo
Condividi
Articoli correlati

Una parete di ceramica per raffrescare le città senza spreco di energia
Con estati sempre più calde e ondate di calore più frequenti, il raffrescamento degli edifici e degli spazi urbani richiede soluzioni meno energivore dei tradizionali sistemi di climatizzazione. In questa direzione si inserisce il lavoro dei ricercatori della Graz University

Risorse tecniche e fornitori: il vero collo di bottiglia dei progetti waterfall
Nei progetti gestiti con approccio waterfall la schedulazione è solida solo se lo sono le risorse che la sostengono: progettisti, macchinari, materiali e fornitori. ecco come pianificarli, bilanciarne i carichi e controllarli per evitare che una risorsa sovrallocata o un

Verso una governance più solida e strutturata del PDM
Attraverso metodo, regole condivise e indicatori di performance, le aziende possono trasformare il dato tecnico in una risorsa strategica, capace di migliorare la continuità operativa, ridurre le inefficienze e abilitare processi decisionali più rapidi e affidabili. Approfondiamo questo tema con

L’uomo al centro: progettare per la complessità
Progettare per la vera complessità richiede di abbandonare l’estetica di superficie per tornare a verità umane fondamentali: un prodotto digitale non vive nel vuoto, ma interagisce con il sistema nervoso dell’utente, con la sua diversità funzionale e con l’ecosistema fisico
