Sensore di temperatura a infrarossi compatto

RS Components (RS) ha introdotto un nuovo sensore di temperatura a infrarossi low-cost ad alte prestazioni a marchio RS Pro. Il dispositivo offre importanti caratteristiche, tra cui dimensioni estremamente ridotte – 31 mm di diametro per soli 30 mm di altezza – e l’ingresso laterale per i cavi di collegamento, che ne fanno la soluzione ideale per il montaggio nelle aree in cui gli spazi sono limitati, il tutto a un prezzo competitivo. Altri particolari includono un tempo di risposta di soli 125 ms, display della temperatura e controlli integrati.

Termometro contactless

Il dispositivo è essenzialmente un termometro contactless progettato per misurare temperature a distanza. I termometri a infrarossi sono tipicamente utilizzati per un’ampia varietà di funzioni di monitoraggio della temperatura, principalmente nelle applicazioni non adatte all’uso dei sensori a contatto, ad esempio quando il punto di misura è in movimento oppure inaccessibile, o quando è necessario un tempo di risposta molto veloce. L’utilizzo dell’uscita di tensione analogica del sensore consente la predisposizione di allarmi, come anche il collegamento a un data logger per i controlli di qualità. Nonostante sia simile nel funzionamento ai termometri portatili a pistola, il nuovo dispositivo RS Pro è destinato a essere utilizzato come unità di misura permanente a montaggio fisso mediante un supporto, installato ad esempio su un macchinario da lavorazione per misurare la temperatura del prodotto, o per monitorare lo stato di funzionamento di parti di macchine. Esempi delle principali applicazioni industriali comprendono: misura della temperatura del prodotto nella fabbricazione della carta e del cartone, industria alimentare, farmaceutica, termoformatura, conceria ed essicazione, così come il monitoraggio delle condizioni di funzionamento di apparati elettrici o meccanici. L’unità dispone di due uscite utilizzabili e configurabili simultaneamente: gli intervalli delle tensioni in uscita sono selezionabili e vanno da 0 a 5 V, da 1 a 5 V o da 0 a 10 V c.c., fornendo un’uscita a escursione lineare in rapporto alla temperatura rilevata. Il dispositivo è anche dotato di un’uscita open-collector per allarme temperatura con soglia e isteresi regolabili. Altre caratteristiche di questo sensore includono la misura di temperature tra 0 e +1000 °C; accuratezza di ±1,5% della lettura o ±1,5 °C; grado di protezione IP65, funzionamento con temperatura ambiente tra 0 e +70 °C. Le caratteristiche elettriche comprendono: tensione di funzionamento da 28 fino a 6 V c.c., o 12 V c.c. se l’uscita viene predisposta da 0 a 10 V e il valore massimo della corrente assorbita è di 30 mA. L’unità è anche conforme agli standard industriali EMC, inclusi EN61326-1 ed EN61326-2-3 per l’impiego in apparati elettrici di misura e controllo e in applicazioni di laboratorio.

Additive manufacturing

Una parete di ceramica per raffrescare le città senza spreco di energia

Con estati sempre più calde e ondate di calore più frequenti, il raffrescamento degli edifici e degli spazi urbani richiede soluzioni meno energivore dei tradizionali sistemi di climatizzazione. In questa direzione si inserisce il lavoro dei ricercatori della Graz University

Metodologie di progettazione

Risorse tecniche e fornitori: il vero collo di bottiglia dei progetti waterfall

Nei progetti gestiti con approccio waterfall la schedulazione è solida solo se lo sono le risorse che la sostengono: progettisti, macchinari, materiali e fornitori. ecco come pianificarli, bilanciarne i carichi e controllarli per evitare che una risorsa sovrallocata o un

Approfondimenti

Verso una governance più solida e strutturata del PDM

Attraverso metodo, regole condivise e indicatori di performance, le aziende possono trasformare il dato tecnico in una risorsa strategica, capace di migliorare la continuità operativa, ridurre le inefficienze e abilitare processi decisionali più rapidi e affidabili. Approfondiamo questo tema con

Design thinking

L’uomo al centro: progettare per la complessità

Progettare per la vera complessità richiede di abbandonare l’estetica di superficie per tornare a verità umane fondamentali: un prodotto digitale non vive nel vuoto, ma interagisce con il sistema nervoso dell’utente, con la sua diversità funzionale e con l’ecosistema fisico