La nuova era delle navi autonome

La nuova era delle navi autonome per applicazioni commerciali e di difesa: l’esperienza di Saronic Technologies

Il settore dell’industria marittima richiede ingenti investimenti in manodopera e capitale ed è caratterizzato da modelli operativi ormai obsoleti. Il risultato è che, negli Stati Uniti, dagli anni ’50, la produzione cantieristica è diminuita di oltre l’85% e vi è scarsità di cantieri in grado di costruire grandi navi. In questo contesto, Saronic Technologies – un’azienda statunitense fondata nel 2022 che sviluppa navi autonome senza equipaggio, combinando software, intelligenza artificiale e ingegneria navale – intende cambiare questa situazione. La mission aziendale è di creare una flotta ampia e tecnologicamente avanzata di navi autonome, pronte per applicazioni commerciali e di difesa, in grado di rendere gli Stati Uniti un concorrente globale nella capacità cantieristica. Dalla sua fondazione nel 2022, l’azienda è cresciuta notevolmente e punta a continuare il suo successo. In una recente intervista, Dino Mavrookas – cofondatore e CEO di Saronic Technologies – ha raccontato ai Senior Partner di McKinsey Brooke Weddle e Vik Sohoni della ridefinizione del processo di progettazione e consegna nella costruzione navale da parte di Saronic, del potenziale dell’azienda nel migliorare l’efficienza e la sicurezza navale e della cultura necessaria per allineare un’azienda in rapida crescita verso un obiettivo comune.

La nuova era della costruzione navale

Storicamente, il potere navale è stato direttamente correlato alla capacità di costruire navi. Negli ultimi anni il settore marittimo statunitense non mostrava molti progressi: era indietro di 20 anni rispetto, ad esempio, ai progressi nella tecnologia dei droni e il suo potere navale era molto calato a livello mondiale. Ad esempio, tra Cina e Stati Uniti esisteva una enorme disparità nella capacità cantieristica: la Cina poteva costruire 23 milioni di tonnellate lorde di navi, mentre gli Stati Uniti solamente circa 100.000 tonnellate. Saronic Technologies è nata con l’obiettivo di consentire agli Stati Uniti e ai loro alleati di ristabilire la superiorità marittima e il potere navale di fronte a potenziali conflitti o avversari, attraverso la costruzione di piccole navi autonome di superficie, producibili economicamente su larga scala, per scoraggiare flotte molto più grandi, fornendo così agli USA una superiore capacità navale asimmetrica. Oggi Saronic Technologies costruisce navi autonome (anche di grandi dimensioni) integrabili in flotte ibride con equipaggio e senza equipaggio, con l’obiettivo di raggiungere 10 milioni di tonnellate di capacità produttiva e di ridurre i costi di 3-4 volte.

La rivoluzione del processo di costruzione navale

Saronic ha adottato un approccio basato sulla definizione di nuovi principi fondamentali per progettare e produrre navi su larga scala. Si parte dalla progettazione del natante incentrata sull’autonomia, si digitalizza completamente la nave e si controlla l’intero processo produttivo. Iniziare dal design permette di costruire navi in modo diverso rispetto ad altre parti del mondo: le navi sono pensate per la produzione in serie e, poiché sono pensate per essere autonome invece che per ospitare persone a bordo, paradossalmente è possibile eliminare fino al 90% della complessità rispetto ad una nave “standard”. Per esempio, la nave autonoma Marauder, lunga 180 piedi (circa 55 m), ha solo sette componenti principali: idrogetti, motori, serbatoio del carburante, propulsori di prua, radar, un grande computer e il vano per il carico utile.

Approccio modulare e doppio utilizzo

Questo approccio progettuale consente di effettuare una costruzione modulare, con prefabbricazione di componenti e lavorazioni parallele, permettendo a Saronic di costruire molto rapidamente navi anche molto avanzate tecnologicamente. Il prodotto di punta, Corsair, è una sorta di motoscafo autonomo di 24 piedi (circa 7,5 m), che offre capacità asimmetriche: il primo prototipo è stato lanciato nel luglio 2024 e oggi è possibile produrne oltre 2.000 all’anno, con una velocità di esecuzione e un livello di autonomia straordinari. Costruire soluzioni “commercial-first” è fondamentale. Questo approccio permette di investire meglio in ricerca e sviluppo, creare catene di approvvigionamento robuste e sfruttare economie di scala per ridurre i costi senza sacrificare la qualità. La sicurezza portuale e il monitoraggio costiero sono mercati molto importanti, ma il prossimo obiettivo di Saronic Technologies è entrare più profondamente nella cantieristica navale commerciale con la costruzione anche di navi cargo, portarinfuse e petroliere a prezzi competitivi e a livello globale.

Favorire una crescita sostenibile e rapida

Nell’aprile 2025 Saronic ha acquisito il cantiere di Franklin in Lousiana, un cantiere di circa 40 ettari attivo da 65 anni e con oltre 500 navi costruite, che stava per chiudere, azzerando la capacità produttiva. Con un investimento di 300 milioni di dollari e la previsione di raggiungere 1.500 posti di lavoro, entro fine 2026 Saronic prevede di produrre lì 20 navi all’anno (a partire dal Marauder), con possibilità di arrivare fino a 50. A Franklin sarà trasferito tutto ciò che sarà sviluppato e imparato a Port Alpha, il cantiere di nuova generazione di Saronic che sarà il più grande e avanzato al mondo per navi autonome.

Un grande investimento in risorse umane

L’approccio di Saronic Technologies richiede anche un ripensamento della cultura del settore: formare e riqualificare la forza lavoro, attrarre talenti e motivare le persone è fondamentale. Il segreto di Saronic ruota attorno al concetto di “missione”, alla sicurezza del lavoro e agli strumenti per avere successo. Da ex NavySeal, Mavrookas ha introdotto alcune idee derivate dalla sua esperienza militare, quali l’importanza della missione, della velocità e dell’esecuzione: una buona decisione non garantisce un buon risultato, ma un’ottima esecuzione fa la differenza, perché in battaglia è meglio un piano mediocre eseguito bene, che uno perfetto eseguito male. Incontri regolari consentono a tutti di essere sempre allineati sulla “missione” corrente, evitando così sprechi di risorse e distrazioni. Saronic è passata da 200 persone a oltre 1.000 nel 2025 e prevede di raddoppiare nei prossimi anni. La cultura aziendale è centrale ed è il cuore pulsante di tutto quanto; hanno attratto talenti da diversi settori, dall’aerospazio al software ed hanno semplificato la progettazione per rendere più facile la produzione e permettere anche a lavoratori di altri settori di costruire navi. La complessità della crescita è gestita aumentando il focus sulle cose principali: vengono definite chiaramente le priorità e cosa può aspettare e successivamente si aumenta la capacità organizzativa per lavorare in parallelo. La cultura in presenza è fondamentale: niente lavoro remoto, ma team riuniti fisicamente che lavorano insieme sul campo, testando direttamente i prodotti.

Come la tecnologia cambierà un settore tradizionale

Saronic ha sviluppato software avanzatissimi che consentono alle singole unità di funzionare autonomamente, ma anche di operare come flotte collaborative, dove le singole navi operano contemporaneamente all’unisono per un obiettivo comune. Le interfacce sono mantenute semplici per pianificare e controllare missioni riducendo il carico cognitivo degli operatori. Per garantire prestazioni in ambienti difficili vengono effettuati moltissimi test, prima in simulazione, poi in condizioni reali: ciò consente di aggiornare il software quotidianamente. Il settore sta già cambiando: le flotte future saranno ibride (con e senza equipaggio), più efficaci e più sicure. Le notizie che purtroppo ci vengono dalla guerra in Iran e in Ucraina ci restituiscono un’immagine in cui droni e robot sempre più frequentemente vengono inviati in zone pericolose invece delle persone. Una portaerei ha fino a 5.000 persone a bordo: in futuro sarà possibile mantenerle al sicuro grazie alle tecnologie che si stanno sviluppando. Anche lo sviluppo di flotte commerciali autonome consentirà di ridurre il personale a bordo, limitando notevolmente il numero di lavoratori esposti a un lavoro altamente usurante. Sicuramente la sfida tecnologica di Saronic è molto affascinante e sarà molto interessante vedere – soprattutto per le applicazioni commerciali – dove questa rivoluzione potrà portarci.

Design thinking

La nuova era delle navi autonome

La nuova era delle navi autonome per applicazioni commerciali e di difesa: l’esperienza di Saronic Technologies Il settore dell’industria marittima richiede ingenti investimenti in manodopera e capitale ed è caratterizzato da modelli operativi ormai obsoleti. Il risultato è che, negli

osservatorio mecspe
Attualità

Osservatorio MECSPE: 9 imprese su 10 sono in linea con gli obiettivi

Secondo l’Osservatorio MECSPE, queste imprese integrano la sostenibilità nei propri modelli industriali, ma circa la metà è preoccupata per i dazi e il 55% ritiene insufficienti le nuove misure. L’industria manifatturiera, con le sue più di 486mila imprese attive [1]

Design thinking

Motori criogenici: la sfida dell’azoto liquido

Una tecnologia emergente tra storia, ricerca contemporanea e prospettive energetiche del futuro Il settore della mobilità globale si trova oggi a un bivio fondamentale, stretto tra la necessità impellente di decarbonizzare i trasporti e i limiti fisici delle attuali tecnologie