Gli scienziati usano gas congelati per amplificare la luce laser a nuovi estremi

Per osservare qualcosa di piccolo e veloce come un elettrone che forma un legame chimico, serve una luce brillante con un incredibilmente piccola lunghezza d’onda generata in impulsi molto veloci di pochi attosecondi, o miliardesimi di miliardesimo di secondo. Gli scienziati hanno capito più di un decennio fa come generare questa forma specializzata di luce attraverso un processo noto come “generazione di armoniche alte”, o HHG, che trasforma la luce laser a lunghezza d’onda molto più corta facendolo passare attraverso una nube di gas. Ora i ricercatori del Dipartimento di energia dello SLAC National Accelerator Laboratory della, Stanford University e della Louisiana State University, hanno ottenuto un effetto HHG ancora migliore, facendo brillare un laser a infrarossi attraverso gas argon che è stato congelato in una sottilissima lamina fragile i cui atomi a malapena si aggrappano l’uno all’altro. La luce laser ottenuta attraverso il gas congelato risulta essere nella gamma ultravioletta estrema, con lunghezze d’onda di circa 40 volte più corte rispetto alla luce in ingresso.

 

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