Quando il Quantum Technology diventa business

Le tecnologie quantistiche non sono più soltanto una tecnologia emergente: l’ultimo rapporto “Quantum Technology Monitor” di McKinsey mostra che oltre 300 aziende nel mondo le stanno adottando, alimentando un mercato da miliardi di dollari.

Secondo l’analisi McKinsey pubblicata ad aprile 2026, queste tecnologie potrebbero generare fino a 2.700 miliardi di dollari di valore economico a livello globale entro il 2035, migliorando gli attuali casi d’uso industriali e rendendone possibili di nuovi, mentre le società di tecnologie quantistiche hanno generato oltre 1 miliardo di dollari di ricavi nel mondo nel 2025, una cifra che potrebbe crescere fino a 4,4 miliardi di dollari entro il 2028. Le aziende non investono soltanto nelle applicazioni quantistiche, ma anche nelle capacità necessarie per implementarle concretamente. L’analisi evidenzia che si stanno costruendo team interni, sviluppando algoritmi e aggiornando le proprie infrastrutture tecnologiche per prepararsi a una transizione verso le tecnologie quantistiche nel breve termine.

Commercializzazione

La ricerca mostra anche che le tecnologie quantistiche hanno raggiunto un punto di svolta commerciale. I primi utilizzatori, come Airbus, Boehringer Ingelheim, E.ON, JPMorgan Chase e Liberty Mutual, stanno iniziando a tracciare percorsi chiari verso la generazione di valore aziendale reale attraverso le loro iniziative quantistiche.

Le aziende europee sono in testa nello sviluppo delle tecnologie quantistiche e il 72% dell’utilizzo del quantum computing avviene in aziende controllate prevalentemente da soggetti privati. Si tratta di un cambiamento significativo rispetto a pochi anni fa, quando organizzazioni del settore pubblico, come laboratori di ricerca, erano all’avanguardia nei progetti quantistici.

Settori del Quantum Technologies

Chimica e scienze della vita: le aziende di questi settori ad alta intensità di innovazione utilizzano le tecnologie quantistiche per eseguire enormi quantità di simulazioni a livello di materiali e molecole, consentendo ai ricercatori di simulare in modo più diretto la fisica fondamentale delle interazioni molecolari, al fine di rendere la sperimentazione più rapida, mirata e meno costosa.

Viaggi, trasporti e logistica: qui si adottano le tecnologie quantistiche per ottimizzare processi e catene di approvvigionamento, utilizzando calcoli combinatori per individuare nuove modalità di incremento dell’efficienza.

Servizi finanziari: le aziende di questo settore altamente regolamentato e orientato alla sicurezza utilizzano le tecnologie quantistiche per testare scenari di rischio e rafforzare la sicurezza dei processi decisionali esistenti. Gli istituti finanziari stanno sperimentando modelli potenziati dal quantum per rappresentare meglio rischi estremi e correlazioni complesse che risultano difficili da simulare con il solo calcolo tradizionale.

Investimenti: l ricerca mostra che gli investimenti nelle startup della tecnologia quantistica hanno raggiunto 12,6 miliardi di dollari nel 2025, una cifra pari a 6,3 volte quella del 2024; il 90% di questi investimenti è confluito nelle startup di tecnologie quantistiche, mentre il restante 10% si è distribuito tra gli altri due sottosettori delle tecnologie quantistiche: sensoristica quantistica e comunicazione quantistica.

Da investimenti pubblici a quelli privati

Uno dei cambiamenti più significativi rispetto al passato è il passaggio dagli investimenti pubblici a quelli privati. Nel 2024, circa un terzo degli investimenti nelle startup quantistiche proveniva da governi, fondi sovrani e università, mentre nel 2025 questa quota è scesa ad appena il 3%.

La ricerca mostra inoltre che gran parte dei capitali si è concentrata in poche aziende leader: circa il 60% degli investimenti totali del 2025 è confluito nelle dieci maggiori operazioni.

Questi mega-investimenti indicano che il costo di investire in startup quantistiche nuove o in crescita sta aumentando, che le valutazioni societarie stanno salendo, che talenti e progressi tecnologici si stanno concentrando in pochi leader altamente capitalizzati e che hardware e infrastrutture necessari per costruire nuovi prodotti quantistici stanno diventando più difficili e costosi da ottenere.

Il mercato delle tecnologie quantistiche

Il mercato delle tecnologie quantistiche sta evolvendo da ecosistema di ricerca a qualcosa di molto più vicino a una piattaforma tecnologica scalabile. Un indicatore di questo cambiamento è il cosiddetto mercato quantistico interno, cioè il mercato della tecnologia stessa: hardware, software e servizi.

Secondo le stime, il mercato interno raggiungerà tra 60 e 100 miliardi di dollari entro il 2035, di cui tra 43 e 71 miliardi attribuibili alle sole tecnologie quantistiche.

Il cambiamento più importante non riguarda però le dimensioni del mercato, bensì la sua maturazione strutturale. Mentre qualche anno fa la maggior parte dell’attività commerciale consisteva in progetti pilota personalizzati, collaborazioni di ricerca e dimostrazioni isolate, oggi il mercato sta iniziando a organizzarsi in prodotti che possono essere sviluppati, venduti e scalati.

I fornitori hardware come IBM, IonQ e Quantinuum offrono sempre più spesso accesso ai propri sistemi tramite piattaforme cloud anziché esclusivamente tramite partnership dirette, mentre aziende software come Classiq e Zapata Quantum stanno sviluppando compilatori, strumenti di orchestrazione e applicazioni verticali, che rendono i sistemi quantistici utilizzabili all’interno degli ambienti aziendali esistenti.

Nel frattempo, grandi fornitori di servizi quantistici come Amazon Web Services e Microsoft Azure stanno iniziando a confezionare queste capacità in offerte cloud ripetibili e scalabili.

Nel loro insieme, questi sviluppi stanno dando vita a un vero mercato del quantum-as-a-service, nel quale le aziende possono sperimentare ed eseguire applicazioni senza possedere costose infrastrutture.

La strada più credibile: i modelli ibridi

Il percorso più realistico verso la creazione di valore nel breve periodo resta quello delle architetture ibride: piuttosto che sostituire il calcolo tradizionale, i sistemi quantistici vengono integrati negli ambienti esistenti di high-performance computing e intelligenza artificiale.

In questo modello i sistemi classici eseguono la maggior parte dei calcoli, l’IA supporta apprendimento e orchestrazione, mentre il quantum viene applicato selettivamente alle parti più complesse del problema.

Questo approccio è già in fase di sperimentazione operativa e potrebbe rappresentare il ponte pratico tra i limitati sistemi quantistici attuali e le macchine molto più potenti del futuro.

Le soluzioni ibride richiederanno una vasta base di competenze che combini informatica classica e informatica quantistica e di conseguenza crescerà la domanda non solo di fisici, ma anche di ingegneri, sviluppatori software ed esperti di business capaci di tradurre le capacità quantistiche in applicazioni aziendali.

I rischi del non fare

Le tecnologie quantistiche sono ancora una tecnologia emergente, tuttavia, non è più una tecnologia che ci si possa permettere di ignorare: il rischio di non avviare oggi progetti pilota è significativo.

Con i rapidi progressi nelle prestazioni, il quantum computing si trova vicino a un punto di svolta in cui potrebbe presto superare i sistemi classici di diversi ordini di grandezza. Per questo motivo, i progetti pilota realizzati oggi sono fondamentali per le aziende che non vogliono rimanere indietro.

Le aziende che stanno ottenendo i maggiori progressi stanno dando priorità a casi d’uso che possono generare valore incrementale già oggi, in particolare applicazioni ibride legate a simulazione, ottimizzazione e gestione del rischio.

Entrare nel mercato in anticipo potrebbe consentire ai pionieri di influenzare lo sviluppo del settore, acquisire proprietà intellettuale e definire standard critici, tuttavia, la velocità dovrà essere accompagnata da una strategia chiara, che valuti i rischi, identifichi i casi d’uso di valore e sviluppi una roadmap coerente con entrambi gli aspetti.

L’obiettivo non è scalare immediatamente, ma garantire che gli esperimenti iniziali possano essere trasformati in implementazioni ripetibili man mano che la tecnologia maturerà.

Componente temporale cruciale

Con la concentrazione dei capitali, l’avanzamento delle roadmap tecnologiche e il consolidamento dell’ecosistema, il costo del “non fare” è destinato ad aumentare. Le aziende che ritarderanno l’adozione del quantum computing potrebbero trovarsi a competere per talenti sempre più scarsi, partnership limitate, piattaforme mature già presidiate da altri operatori e spesso a costi di ingresso molto più elevati.

Sperimentare oggi, magari tramite servizi di quantum-as-a-service, non significa soltanto creare valore immediato, ma anche costruire competenze interne che costituiranno la base della crescita futura. Il mercato delle tecnologie quantistiche è ancora agli inizi, tuttavia, le aziende che agiranno ora per costruire competenze e testare casi d’uso reali potrebbero contribuire a definire il futuro dell’intero settore.

Tecnologie

Quando il Quantum Technology diventa business

Le tecnologie quantistiche non sono più soltanto una tecnologia emergente: l’ultimo rapporto “Quantum Technology Monitor” di McKinsey mostra che oltre 300 aziende nel mondo le stanno adottando, alimentando un mercato da miliardi di dollari. Secondo l’analisi McKinsey pubblicata ad aprile

Design thinking

Trasmettere l’energia wireless

Nata da 5 Ingegneri del Politecnico di Milano all’orbita terrestre, SunCubes vuole rivoluzionare la ricarica wireless tramite tecnologia laser, ridefinendo i confini della distribuzione elettrica globale e spaziale. L’attuale scenario tecnologico globale si trova a fronteggiare una sfida energetica senza

Associazioni

TMP rinnova le cariche sociali e conferma Alan Catturini alla presidenza

Si è svolta venerdì 19 giugno, presso la sede del socio sostenitore Caldara Plast ad Alzate Brianza (CO), l’annuale giornata associativa di TMP – Associazione Italiana Tecnici Materie Plastiche, un appuntamento che ha saputo coniugare contenuti tecnici, vita associativa e

Quaderni di progettazione

Le molle a tazza

Le molle a tazza, dette anche molle Belleville, sono molle a disco conico, apparentemente semplici, ma capaci di comportamenti molto complessi. La loro capacità di erogare forze elevate in spazi limitati viene combinata in modo efficiente con la modulazione della