Un materiale tessile che elimina i virus con il calore ma è sicuro per la pelle umana

Guanto viene realizzato su piano da lavoro

L’aumento dei rifiuti legati ai dispositivi di protezione individuale (DPI) insieme ai problemi causati dalle carenze nella catena di approvvigionamento durante la pandemia hanno evidenziato la necessità di DPI riutilizzabili. Un nuovo materiale che accumula calore per eliminare i virus sulla sua superficie esterna, rimanendo fresco sul retro, potrebbe rivoluzionare il modo in cui produciamo e utilizziamo i DPI, riducendo l’inquinamento e le emissioni di carbonio associati ai materiali anti-virus e alle pratiche di utilizzo e smaltimento attuali.

di Sara Bagherifard

Il materiale tessile composito, sviluppato dagli ingegneri della Rice University (USA), utilizza il riscaldamento per decontaminare la sua superficie dai coronavirus in meno di cinque secondi, uccidendo efficacemente il 99,9% dei microrganismi. Utilizzando la corrente elettrica, il materiale riscalda rapidamente la sua parte esterna, con temperature superiori a 100 °C, rimanendo però vicino alla normale temperatura corporea all’interno, cioè vicino alla pelle dell’utente, dove raggiunge un massimo di circa 36 °C. Grazie alla sua struttura multistrato, il materiale potrebbe essere usato negli indumenti indossabili così da uccidere efficacemente i virus, senza però causare ustioni o disagio all’utente.

Come funziona?

Il team ha indagato il meccanismo attraverso il quale i virus vengono inattivati ​​e come vengono eliminati a temperature più elevate. I risultati hanno mostrato che i guanti realizzati impiegando questo materiale riescono a proteggere l’utente da vari tipi di patogeni, potendo essere usati per centinaia di volte al posto dei normali guanti monouso, evitando così un eccesso di rifiuti altamente inquinanti.

In pratica, questo materiale potrebbe essere facilmente integrato negli indumenti per fornire un metodo di decontaminazione in situ, rapido, riutilizzabile, in grado di ridurre i rifiuti di DPI e mitigare il rischio di interruzioni della linea di fornitura nei momenti di necessità. Lo studio ha infatti dimostrato che il materiale presenta un degrado minimo delle prestazioni dopo 900 cicli di utilizzo. Questi risultati confermano il notevole contributo del tessuto creato sia dal punto di vista dell’efficacia antisettica sia per la riduzione dell’impatto ambientale dei DPI monouso.

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