Tolleranze per pezzi non rigidi o flessibili

Struttura in lamiera costituita da due supporti ancorati a un frame con una serie di viti M10. I due supporti vengono collegati con quattro viti M12 prima del montaggio nella struttura principale.
Struttura in lamiera costituita da due supporti ancorati a un frame con una serie di viti M10. I due supporti vengono collegati con quattro viti
M12 prima del montaggio nella struttura principale.

La stessa norma Asme classifica e definisce le parti rigide (che non cambiano forma e dimensione per effetto del proprio peso) e parti non rigide, come i pezzi in gomma, lamiera sottile o in plastica, che possono piegarsi anche per effetto del loro peso. Questa definizione non è propriamente corretta, in quanto si possono progettare componenti che, pur non cambiando forma per effetto del proprio peso, si deformano o flettono una volta applicata una forza congruente con le esigenze di controllo e di montaggio. Di conseguenza, una definizione corretta di corpo rigido e non rigido può essere la seguente: “un corpo rigido è un componente che non si deforma o flette di una quantità che impedisca la sua funzionalità sotto l’effetto delle forze e vincoli di montaggio”. Viceversa, un componente viene definito non rigido o flessibile quando si deforma anche sotto l’effetto del proprio peso (es. o-rings), oppure non mantiene la propria forma quando è montato nei suoi datum funzionali (pezzi stampati in plastica, pezzi in lamiera, tubi e supporti sottili, pezzi in gomma, ecc.). Si prenda l’esempio dell’assieme di figura, in cui una struttura in lamiera è costituita da due supporti ancorati a un frame con una serie di viti M10. I due supporti vengono collegati con quattro viti M12 prima del montaggio nella struttura principale.

Leggi l’articolo sulla rivista

Zip tridimensionali e materiali adattivi: l’idea che torna dal passato
Additive manufacturing

Zip tridimensionali e materiali adattivi: l’idea che torna dal passato

Fonte: MIT News (Maggio 2026) Nel 1985, un annuncio pubblicato su Scientific American offriva fino a 10.000 dollari per idee innovative nei tessuti. William Freeman, ingegnere in Polaroid, rispose proponendo una soluzione inedita: la zip a tre lati. Diversa dalla

metal binder jetting
Additive manufacturing

Il Metal Binder Jetting (MBJ)

L’articolo descrive i principi fisici del processo Metal Binder Jetting, il ciclo termico di densificazione, le proprietà meccaniche ottenibili sui materiali principali, la struttura del costo di produzione e le applicazioni industriali più significative, con un profilo dei limiti attuali

Software

Beam, shell o solidi 3D? Esiste un modello migliore?

Le travi costituiscono la base di moltissime strutture industriali grazie alla loro semplicità costruttiva, all’elevata efficienza strutturale e alla facilità di assemblaggio. Nonostante la geometria apparentemente semplice, la valutazione della loro resistenza e del loro comportamento meccanico può diventare estremamente