Panasonic Aquarea: il cuore dell’innovazione

Panasonic-Air-Conditioning_impianto-EBuilding-con-Aquarea-Tank«L’impiantistica è la componente principale di un edificio ed è ciò che fa la differenza tra una costruzione di vecchia generazione e una moderna – spiega Elena Nappi di Idroform, ingegnere progettista degli impianti per il +E Building – tutti gli edifici possono essere riqualificati cambiando gli impianti. É per questo che anche il panorama legislativo esistente è sempre più rivolto alla riqualificazione degli edifici. L’obiettivo di questo progetto è dimostrare come anche in soluzioni di piccole dimensione sia possibile inserire e integrare la migliore tecnologia impiantistica rivolta al risparmio energetico»
La scelta di Panasonic Aquarea è stata frutto di un accurato studio e messa a confronto. «Avevamo bisogno di un prodotto affidabile, e che ci permettesse un reale risparmio economico anche con temperature esterne rigide. La pompa di calore Panasonic è ideale perché riesce a fornire ottimi rendimenti e un COP tra i migliori anche con temperature esterne prossime ai -7°C. Queste caratteristiche ci hanno permesso di non sovradimensionare la potenza della pompa di calore, garantendo quindi un sistema efficiente sotto tutti i punti di vista. La scelta poi è caduta anche su Aquarea Tank».

Panasonic Aquarea Tank è un accumulo ad alta efficienza che dispone di un serbatoio da 185 litri lato ACS, di un puffer inerziale da 80 litri lato impianto, di una pompa di rilancio in classe A per il circuito secondario e di una valvola a tre vie.
«Un’unica soluzione che assicura in poco spazio un boiler per la produzione di ACS e un piccolo volano termico per il riscaldamento/raffrescamento ambiente. Un sistema ottimale per un’abitazione in cui gli spazi sono limitati e bisogna ottimizzarli» continua la responsabile di progetto, Elena Nappi.
Un edificio a energia rinnovabile come quello progettato in occasione del SIE permette un notevole risparmio in termini di risorse e di costi di gestione: «Il progetto +E Building è la simulazione della ristrutturazione di un appartamento/villetta di circa 60 mq. Confrontando la simulazione di uno stato di fatto iniziale che prevedeva un impianto tradizionale con caldaia e radiatori in ghisa alla successiva ristrutturazione, con impianto radiante, pompa di calore aria/acqua Aquarea, Aquarea Tank, impianto fotovoltaico con Accumulo, ventilazione meccanica e automazione impianti – conclude Nappi – il risparmio ottenuto è circa del 70%, passando da una classe energetica E a una classe B

AD UN ANNO DALLA RIQUALIFICAZIONE: ALCUNI DATI
L’evento di Bologna è stato un’opportunità per l’azienda per illustrare le novità a un pubblico di operatori del settore, ma è stata anche un’occasione per mostrare i risultati delle proprie soluzioni tecnologiche, grazie a un ciclo di workshop giornalieri presieduti dal proprio staff di tecnici e professionisti. Esemplare il caso dell’installazione in un’abitazione privata in Lombardia, i cui dati, a un anno di distanza, sono la prova del successo raggiunto: una bolletta più che dimezzata solo nella stagione invernale!

Lo scorso anno in un’abitazione privata di 180 mq sono stati realizzati degli interventi di efficientamento energetico attraverso l’installazione della pompa di calore Aquarea di Panasonic, modello da 7 kW, e il collegamento tra questa e 3 kWp fotovoltaici e pannelli solari termici sul tetto. Il tutto gestito dal comando Heat Pump Manager Panasonic, un dispositivo intelligente attraverso il quale è possibile ottimizzare la produzione termica della pompa di calore in funzione della produzione autonoma di energia.
«L’HPM è l’unico controllo programmabile presente sul mercato in grado di forzare il funzionamento della pompa di calore in base alla produzione fotovoltaica – spiega Marco Visconti, National Key Account Manager di Panasonic Air Conditioning Europe. – quando i pannelli fotovoltaici producono energia sufficiente a coprire il consumo della pompa di calore, la temperatura dell’acqua stoccata all’interno del serbatoio viene innalzata fino a raggiungere i 55° C
Il risultato dopo un anno di funzionamento dell’impianto, dati alla mano, dimostra come l’integrazione tra i sistemi si sia rivelata una scelta vincente: rispetto al precedente inverno con una caldaia a condensazione la stagione invernale 2014/15 trascorsa con un impianto integrato di pompa di calore e fotovoltaico ha visto un risparmio in bolletta del 67%.