Il replicatore della materia è una realtà?

No, il replicatore della materia non è un realtà. È per ora soltanto un'avvincente visione tracciata dalla Creative Society, un "progetto globale di tutta l'umanità e riguarda tutti".

No, il replicatore della materia non è un realtà. È per ora soltanto un’avvincente visione tracciata dalla Creative Society, un utopistico “progetto globale di tutta l’umanità che riguarda tutti”.

Secondo la visione della Creative Society, il replicatore della materia di uno di futuri auspicabili sarà un po’ più grande di un forno a microonde, ma più piccolo di armadio. E avrà la capacità di trasformare i rifiuti in particelle elamentari per poi assemblarle in cartucce capaci di creare nuovi prodotti.

Replicatore della materia

L’utopia del replicatore della materia

“Nella società creativa il replicatore della materia sarà disponibile per tutti” sostiene l’organizzazione nata dal convegno internazionale Società: l’ultima opportunità, nel corso del quale i partecipanti, in gran parte utopisti di buona volontà, hanno stabilito che “il problema centrale dell’umanità di oggi è il formato consumistico della società stessa e che l’unica via d’uscita da questa impasse è cambiare il formato della società nel suo complesso trasformandolo da consumistico in creativo”.

Per tornare al replicatore, nel video in apertura si afferma, naturalmente in maniera provocatoria, che non è una funzione e che il dispositivo funziona secondo le leggi della fisica.

Design thinking

Sfruttare grafene e nanomateriali per l’acqua del futuro

Nuove frontiere nella raccolta sostenibile di risorse idriche. La crisi idrica globale è ormai una realtà strutturale che sta ridefinendo priorità politiche, industriali e sociali. Le Nazioni Unite stimano che oltre 2,2 miliardi di persone non dispongano di accesso regolare

Software

Errori tipici nelle simulazioni CFD: come riconoscerli e come evitarli

Negli ultimi anni i software CFD sono diventati sempre più facili da usare. Questo non garantisce tuttavia l’affidabilità dei risultati. Errori nella definizione del problema, nella costruzione del modello o nell’interpretazione dei risultati possono portare a conclusioni fuorvianti anche quando

Attualità

Ciclo di seminari: “Saper fare italiano, tecnologia e valori costituzionali”

Anche quest’anno l’Avv. Agostino Crosti, Professore a contratto in Diritto Penale ed Etica dell’Ingegnere Industriale presso il Dipartimento di Chimica, Materiali e Ingegneria Chimica “Giulio Natta” del Politecnico di Milano organizza – nell’ambito delle lezioni del corso “Diritto penale ed etica dell’ingegnere