Buone notizie nel campo della scienza dei materiali made in Italy: è nato il primo transistor in silicene che promette soluzioni innovative per la nanoelettronica. A traguardare l’obiettivo un gruppo di ricercatori del CNR in collaborazione con l’Università del Texas. Il gruppo di ricerca italo-americano è riuscito a estrarre il silicene dal suo supporto e a trasferirlo su una piattaforma compatibile con un dispositivo. Questo processo è avvenuto in due fasi: prima il silicene è stato coperto con un ossido protettivo, poi è stata estratta una lamina di silicene ‘impacchettato’ fra l’ossido e uno strato ultrasottile di argento. Questo ‘panino’ è stato poi capovolto su una base di ossido di silicio, lasciando l’argento solo in due zone di contatto selezionate che hanno agito da elettrodi. Al termine di questo processo, il silicene ha funzionato come ‘canale’ per il trasporto di carica di un transistor a effetto campo, comportandosi quindi come conduttore di elettricità. La dimostrazione dell’evidenza elettrica del silicene apre a soluzioni nanotecnologiche sempre più sofi sticate, come dispositivi digitali sempre più sottili e veloci.
Articoli correlati

contenuto sponsorizzatoInnovazione e sviluppo, la Grey CTG a Ecomondo 2026!
Zenit Group parteciperà a ECOMONDO 2026 nell’area dedicata al trattamento delle acque, dove presenterà le sue soluzioni all’avanguardia per il pompaggio e il sollevamento dei reflui. Protagoniste allo stand dell’evento riminese saranno le nuove elettropompe Grey CTG, progettate per la

Functionally graded materials (FGM): la nuova frontiera della progettazione strutturale
L’avvento delle recenti tecnologie di produzione additiva e dei processi di fabbricazione multimateriale ha aperto la possibilità di realizzare componenti nei quali le proprietà meccaniche non siano più costanti, ma varino in modo continuo da una regione all’altra. È proprio

Quando l’olio non si limita a lubrificare: una nuova lettura dei cuscinetti a rulli
Una simulazione fluidodinamica mostra che, nei cuscinetti, il lubrificante non è soltanto un mezzo passivo che riduce l’attrito: può modificare il moto dei rulli, contrastarne la rotazione o perfino favorirla. Capire questa interazione è essenziale per prevedere lo slittamento e

Lavorare con leghe refrattarie
Stampare tungsteno o molibdeno non è come stampare acciaio. Questo articolo ripercorre lo stato dell’arte del processing AM di W e Mo, le insidie metallurgiche più critiche e le direzioni più promettenti per chi si avvicina a questi materiali nel
