Il futuro dei robot flessibili nella stampa 3D

La sequenza di locomozione del robot.
La sequenza di locomozione del robot.

Un gruppo di ricercatori dell’università di Harvard ha realizzato un “soft robot” che integra materiali elastici e rigidi in un guscio realizzato in una singola stampa 3D: vengono utilizzati nove differenti strati di materiali, partendo da un materiale molto soffi ce e simile alla gomma e arrivando fino a un guscio protettivo rigido, simile a una termoplastica. Due sono i componenti principali del robot: un corpo morbido con tre gambe pneumatiche, e un cuore rigido che contiene i componenti principali, tra cui una batteria e un compressore. Il robot si muove grazie a una combustione interna di butano e ossigeno, mentre il corpo morbido ha la funzione di assorbire gli impatti: gli strati di rigidezza differente servono appunto a ridurre gli sforzi nella zona in cui i componenti elettronici si collegano al corpo. La particolare tecnica di locomozione del robot permette di evitare completamente la presenza di parti che scorrono o ruotano: i giunti tradizionali sono completamente assenti, migliorandone l’affidabilità e rendendolo ideale per l’utilizzo in ambienti ostili. Il robot gonfi a alcune delle sue gambe pneumatiche in modo da puntarlo nella direzione desiderata; l’ossigeno e il butano vengono quindi miscelati e incendiati, lanciando il robot in aria. La costruzione del robot permette di sopravvivere ciascun atterraggio senza nessun danno alla struttura e all’elettronica. La produzione tramite stampa 3D multimateriale rappresenta un passo importante nella fabbricazione dei “soft robots”, finora poco sviluppati a causa della necessità di assemblaggi complessi.

Design thinking

Sfruttare grafene e nanomateriali per l’acqua del futuro

Nuove frontiere nella raccolta sostenibile di risorse idriche. La crisi idrica globale è ormai una realtà strutturale che sta ridefinendo priorità politiche, industriali e sociali. Le Nazioni Unite stimano che oltre 2,2 miliardi di persone non dispongano di accesso regolare

Software

Errori tipici nelle simulazioni CFD: come riconoscerli e come evitarli

Negli ultimi anni i software CFD sono diventati sempre più facili da usare. Questo non garantisce tuttavia l’affidabilità dei risultati. Errori nella definizione del problema, nella costruzione del modello o nell’interpretazione dei risultati possono portare a conclusioni fuorvianti anche quando

Attualità

Ciclo di seminari: “Saper fare italiano, tecnologia e valori costituzionali”

Anche quest’anno l’Avv. Agostino Crosti, Professore a contratto in Diritto Penale ed Etica dell’Ingegnere Industriale presso il Dipartimento di Chimica, Materiali e Ingegneria Chimica “Giulio Natta” del Politecnico di Milano organizza – nell’ambito delle lezioni del corso “Diritto penale ed etica dell’ingegnere