Un monoscafo foiling da 30 m progettato dal team del cavallino rampante, completamente auto‑alimentato da energie rinnovabili, che fonde tecnologie automotive e nautiche d’avanguardia
Nel panorama attuale della vela oceanica, le barche da regata stanno attraversando un momento di profonda trasformazione. Non basta più andare veloci: la nuova sfida si gioca su più livelli — efficienza idrodinamica, sostenibilità energetica, capacità di adattamento in tempo reale. Le imbarcazioni si stanno evolvendo in piattaforme sperimentali dove materiali compositi, geometrie mobili e sistemi di controllo predittivi si fondono per superare i limiti del monoscafo tradizionale.
Hypersail è il primo progetto firmato Ferrari per il mondo della vela, ed è qualcosa di più di una barca: è una dichiarazione d’intenti. Il know-how della Formula 1 viene reinterpretato in chiave nautica, per dare forma a un monoscafo foiling da 100 piedi progettato per volare sull’acqua in modo stabile, preciso, controllato.
La configurazione è radicale: tre punti di portanza: un foil centrale accoppiato a una chiglia basculante, un secondo foil integrato nel timone, e due foil laterali che lavorano in alternanza. Lo scafo, così configurato, è in grado di sollevarsi dall’acqua e navigare per lunghe distanze minimizzando la resistenza idrodinamica. Il tutto in autonomia energetica, grazie a un sistema integrato di generazione e gestione dell’energia a bordo.

Il progetto riunisce un team con competenze di altissimo livello. Il design è stato affidato a Guillaume Verdier, figura di riferimento nella progettazione di yacht da regata di ultima generazione. La direzione tecnica è di Giovanni Soldini, che con le sue traversate e record rappresenta una delle voci più autorevoli nel mondo della vela oceanica.
Il primo varo è previsto nel 2026, seguito da un intenso periodo di test in mare aperto. L’obiettivo non è solo innovare, ma costruire una nuova grammatica della navigazione: una sintesi tra resistenza strutturale, leggerezza, aerodinamica e intelligenza meccanica.
Con Hypersail, Ferrari porta la sua cultura della performance oltre i circuiti, in un ambiente dove ogni elemento — vento, mare, struttura — impone soluzioni ingegneristiche in costante equilibrio. Una nuova sfida, senza compromessi, dove tecnologia e visione corrono insieme.

“Hypersail è una nuova sfida che ci porta a superare i nostri confini e ad allargare i nostri orizzonti tecnologici. Allo stesso tempo si inserisce nel solco della tradizione Ferrari, traendo ispirazione dalla nostra Hypercar, tre volte vittoriosa alla 24 Ore di Le Mans. Progettare una barca per la navigazione d’altura è forse la massima espressione dell’endurance”, dichiara John Elkann, Presidente di Ferrari. “Giovanni Soldini è un pilastro fondamentale di questo progetto, sia per le sue imprese come velista, sia per la sua impareggiabile esperienza nello sviluppo e costruzione di barche. Il grande lavoro di squadra con Ferrari e Guillaume Verdier sta dando vita a una barca unica che volerà sugli oceani e che rappresenta anche un’opportunità di innovazione per il mondo della nautica e per quello automotive”.
“Sono felice e onorato di poter partecipare a questa avventura”, spiega Giovanni Soldini, Team Principal di Hypersail. “Una sfida avvincente che conta su un team davvero unico che mette insieme l’eccellenza Ferrari e le competenze dei progettisti specializzati nella vela oceanica. L’incontro tra culture diverse e tecnologie avanzate sta permettendo di costruire una barca per molti aspetti rivoluzionaria. Dal punto di vista nautico, è innovativa per come è fatta e per come volerà; sul fronte dei sistemi, l’apporto di Ferrari sta promuovendo lo sviluppo di un controllo mai visto prima a bordo. Per prepararci al meglio alla variabilità e alla potenza di fenomeni e condizioni che si affrontano in oceano, la priorità è raggiungere l’equilibrio fra ricerca di performance estreme e massima affidabilità”.

È il Team Leader di Ferrari Hypersail. Ingegnere meccanico con una lunga carriera in Ferrari, ha guidato lo sviluppo di modelli iconici e ora porta la sua esperienza di innovazione automobilistica nel mondo della vela ad alte prestazioni.

Ingegnere meccanico di lunga esperienza in Ferrari, guida l’ingegneria dei veicoli sportivi e dal 2022 è CTO di Ferrari Hypersail, promuovendo l’integrazione tra auto ad alte prestazioni e nautica innovativa.
Ingegneria integrata e open innovation: il metodo Ferrari applicato al mare
Il cuore tecnologico di Hypersail batte grazie a un approccio che va oltre i confini della vela tradizionale. Ferrari ha messo in campo le competenze maturate in anni di sviluppo nelle competizioni automobilistiche, portando nel mondo nautico la stessa visione ingegneristica che applica alle sue vetture da corsa. Ogni fase del progetto — dal concept alla validazione — è stata affrontata con metodo rigoroso, puntando su simulazioni strutturali avanzate, studio dei flussi aerodinamici e sistemi predittivi capaci di reagire alle sollecitazioni dinamiche in tempo reale.
Alla base c’è un modello di collaborazione aperta, che ha coinvolto partner strategici provenienti da settori chiave come l’aerodinamica, la meccatronica e la gestione energetica. Da questo lavoro di squadra sono già nati nove brevetti, mentre altri sei sono in fase di sviluppo: un dato che racconta bene l’originalità e l’ambizione del progetto.
Uno degli aspetti più innovativi di Hypersail è il sistema di controllo di volo, progettato sfruttando l’esperienza diretta di Ferrari nell’automotive. L’obiettivo era semplice solo in apparenza: garantire stabilità e prestazioni costanti in navigazione oceanica, dove le condizioni possono cambiare in pochi minuti. Il sistema regola in tempo reale l’assetto dell’imbarcazione, riducendo la resistenza all’avanzamento e ottimizzando il consumo energetico — il tutto in completa autonomia, senza supporti esterni, proprio come avviene nelle gare di endurance su pista.
La costruzione è attualmente in corso in Italia, seguita passo dopo passo da un team congiunto di ingegneri Ferrari e specialisti della nautica. Ogni dettaglio è oggetto di attenzione estrema: materiali, geometrie, resistenza meccanica, tutto è pensato per affrontare le condizioni più impegnative del mare aperto senza sacrificare leggerezza o affidabilità.


Autonomia energetica e sostenibilità: una barca che naviga nel futuro
Uno degli aspetti più rivoluzionari di Hypersail è la sua completa autosufficienza energetica. L’imbarcazione è progettata per funzionare esclusivamente grazie a fonti rinnovabili, tra cui energia solare, eolica e cinetica. A bordo non è presente alcun motore a combustione: tutta l’energia necessaria per alimentare i sistemi di controllo, i meccanismi di movimento dei foil, della chiglia e del timone, nonché l’elettronica di bordo, è autoprodotta durante la navigazione. Questo impone un bilancio energetico estremamente rigoroso e un’efficienza ottimizzata di ogni singolo componente.
La gestione dell’energia è affidata a un sistema intelligente che monitora in tempo reale la produzione e il consumo, adattando il funzionamento dei sottosistemi in base alle risorse disponibili. L’obiettivo è garantire la continuità operativa anche in condizioni di scarsa disponibilità energetica, come durante lunghe tratte oceaniche con cielo coperto o venti deboli. Ogni elemento dell’imbarcazione, dai materiali utilizzati alla configurazione dei sistemi, è stato selezionato per massimizzare l’efficienza e minimizzare le perdite. Questo approccio non solo consente di affrontare le sfide della navigazione oceanica senza combustibili fossili, ma rappresenta anche un banco di prova per soluzioni energetiche avanzate che potrebbero trovare applicazione anche nel settore automobilistico.
Hypersail non è solo una barca da regata: è una piattaforma sperimentale che incarna la convergenza tra ingegneria navale, aerospaziale e automobilistica. Ogni dettaglio è stato progettato per supportare una missione sportiva ad alte prestazioni, ma anche per esplorare nuovi paradigmi in cui l’efficienza, la resilienza e l’integrazione sistemica diventano i veri discriminanti della performance.




