Pocket gamma camera, quasi uno smartphone!

“Quando si parla di gamma camera si immaginano dispositivi complessi, voluminosi e non facili da trasportare. È proprio da queste considerazioni che è nato il progetto di sviluppare una gamma camera veramente compatta, portatile e con delle funzioni innovative: unire nello stesso corpo macchina il rivelatore e l’unità di elaborazione e visualizzazione, far funzionare tutto con una batteria da telefonino. Così, andando verso la logica di oggi, dominata dagli smartphone e dai Tablet sempre più sofisticati e sempre più ipertecnologici, abbiamo pensato di realizzare la prima gamma camera al mondo in grado di contenere tutta quanta la tecnologia in uno spazio così piccolo, progettando l’elettronica a basso consumo e rendendo possibile quello che fino a ieri era solo immaginabile” dice Alessandro Soluri ricercatore Ibb-Cnr.

Oggi la Pocket gamma camera, grande poco più di uno smartphone, apre la strada alla nascita di gamma camere compatte, leggere, in grado di arrivare al letto del paziente e rendere le tecniche diagnostiche più semplici e con un alto grado di risoluzione delle immagini. La Pocket dispone di un’area di indagine di 10 cm x 5 cm, facilmente utilizzabile in diagnosi e chirurgia radio-guidata nelle sale operatorie. È già allo studio la Tablet gamma camera, un rivelatore compatto di area 20 cm x 20 cm, derivato dalla stesa logica modulare della Pocket.

Infine, Soluri aggiunge: “stiamo valutando di trasferire tutto il know how in un progetto industriale, aprendo l’epoca dei rivelatori compatti, di basso peso, portatili e facilmente trasportabili in tutti gli ambienti ospedalieri. Abbiamo avuto di recente la concessione al deposito in Europa e USA, questo ci rende consapevoli che la tecnologia può avere un grande futuro”.

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