L’articolo analizza l’applicazione pratica del Metodo agli Elementi Finiti (FEM) attraverso l’utilizzo di Calculix, una potente suite open-source per la simulazione numerica.
Partendo dal presupposto che la capacità di prevedere il comportamento strutturale sia oggi un vantaggio competitivo cruciale, il testo guida il lettore nella modellazione di una trave rettangolare ( mm).
Viene illustrato il workflow operativo suddiviso nelle sue fasi fondamentali:
- Architettura del software: l’integrazione tra il pre/post-processore CGX e il solutore CCX.
- Modellazione Geometrica: l’utilizzo di un approccio basato su scripting per garantire la riproducibilità totale del modello, definendo punti, linee e volumi.
- Discretizzazione (Mesh): la generazione di una mesh strutturata con elementi di tipo “brick” a 8 nodi per ottimizzare la precisione computazionale.
- Analisi e Risultati: l’applicazione dei vincoli di incastro e dei carichi, culminando nella valutazione dello spostamento massimo (1.33×10−3 mm) e delle tensioni di von Mises.
L’articolo inquadra il FEM come pilastro della moderna ingegneria industriale, evidenziando come la democratizzazione del calcolo numerico permetta di ridurre i costi di prototipazione e il “time-to-market”. Viene infine ribadita l’importanza del giudizio critico del progettista nel bilanciare accuratezza e semplicità del modello per garantire la sicurezza delle strutture future.
Introduzione al Mondo del Metodo agli Elementi Finiti (FEM)
Nel panorama dell’ingegneria moderna, la capacità di prevedere il comportamento di una struttura prima ancora che venga realizzato il primo prototipo è un vantaggio competitivo inestimabile. Che si tratti di un ponte sospeso, del telaio di un’auto da corsa o di un semplice componente meccanico, la simulazione al computer ci permette di esplorare i limiti della materia in un ambiente virtuale sicuro e controllato. Il cuore pulsante di questa rivoluzione è il Metodo agli Elementi Finiti (FEM).
Il concetto alla base del FEM è tanto semplice quanto potente: dividere un oggetto complesso in migliaia di piccoli “pezzi” elementari, chiamati appunto “elementi”, le cui equazioni fisiche sono note e risolvibili. In questo articolo, analizzeremo in dettaglio come ricreare un modello FEM di una trave rettangolare ( mm) utilizzando CalculiX, una suite open-source straordinaria che nulla ha da invidiare ai software commerciali più blasonati.
CalculiX è composto da due anime distinte ma complementari:
- CGX (CalculiX GraphiX): Il pre-processore per costruire la geometria e il post-processore per visualizzare i risultati.
- CCX (CalculiX CrunchiX): Il solutore (solver) che mastica i numeri e risolve i sistemi di equazioni lineari e non lineari.
Accompagneremo il lettore attraverso le cinque fasi cruciali del processo: dalla geometria alla mesh, fino all’applicazione dei carichi e all’interpretazione dei risultati finali.

La Creazione della Geometria: Scripting e Punti Fondamentali
A differenza dei software CAD tradizionali basati su una interfaccia “punta e clicca”, CalculiX adotta un approccio basato su script. Questo garantisce una riproducibilità totale: ogni scelta è scritta in un file batch. Iniziamo definendo l’ossatura della nostra trave definendo i punti estremali lungo l’asse X.
# Definizione dei punti fondamentali (coordinate in mm)
pnt p1 0 0 0
pnt p2 100 0 0
Una volta stabiliti i vertici ( e
), congiungiamo i punti per creare una linea (
), definendo contemporaneamente quante “divisioni” (ovvero quanti elementi futuri) vogliamo lungo l’asse.
line l1 p1 p2 100
Dalla Linea al Solido: L’Estrusione e la Mesh Strutturata
La modellazione procede per gradi di astrazione. Per ottenere un solido 3D, dobbiamo prima “estrudere” la linea in una superficie (direzione Y di 10 mm con 10 divisioni) (comando “” per la traslazione) e poi quella superficie in un volume (direzione Z di 1 mm con 1 divisione). Questo approccio garantisce una mesh strutturata e ordinata, ideale per elementi di tipo “brick” (mattoni) a 8 nodi.
Per gestire queste operazioni, raggruppiamo le entità in set (gruppi), poiché in CalculiX ogni entità deve appartenere a un set per essere manipolata.
# Creazione del set linee ed estrusione in superficie (Y)
seta lines l 11
swep lines surf tra 0 10 0 10
# Creazione del set superfici ed estrusione in volume (Z)
seta surf all
swep surf new tra 0 0 1 1
Ora che abbiamo il volume di mm, definiamo il tipo di elemento finito (esaedro lineare a 8 nodi,
) e generiamo la mesh effettiva.
elty all he8
mesh all
Infine, esportiamo tutto in formato .msh (compatibile con Abaqus) affinché il solutore possa leggere i dati.
seto beam all
send beam abq

Condizioni al Contorno: Vincoli e Carichi
Una simulazione senza vincoli è come una nave alla deriva. Dobbiamo dire al software dove la trave è “incastrata” (displacement = 0) e dove è caricata la nostra trave.
Per definire i boundary utilizziamo il comando per selezionare i nodi in base alla loro posizione spaziale (
).
e
sono comandi per aprire e chiudere il set
dove andremo ad aggiungere i nodi con il comando
.
seto fixed
nsel s loc x 0
setc fixed
Per applicare una forza in un punto preciso, creiamo un punto di riferimento (ptarget1) e selezioniamo i nodi circostanti con una tolleranza () basata sulla dimensione della cella. Qiuesti verranno inseriti nel gruppo
.
pnt p_target1 100 10 0.5
seto load
nsel af p_target1 0.5
setc load
Il Setup del Solutore: Il File .inp
Il file di input per il solutore CCX riunisce la mesh, le proprietà del materiale e le istruzioni per l’analisi statica. Qui definiamo l’elasticità dell’acciaio (Modulo di Young e coefficiente di Poisson) e applichiamo i carichi sui set precedentemente creati.
*INCLUDE, INPUT=beam.msh
*MATERIAL, NAME=EL
*ELASTIC
3.0E7, 0.3
*SOLID SECTION, ELSET=Ebeam, MATERIAL=EL
*STEP
*STATIC
*DLOAD
load, 2, 10.0
*BOUNDARY
fixed, 1, 3, 0.0
*NODE FILE
U
*EL FILE
S
*END STEP
L’analisi viene lanciata da terminale con il comando . Se il calcolo converge, il software genera un file .frdcontenente i risultati.
Analisi dei Risultati e Conclusioni
La fase finale è la più gratificante: la visualizzazione. Caricando il file dei risultati in CGX, possiamo osservare come la trave si flette sotto il carico.
I dati estratti mostrano uno spostamento massimo (DAT1: DISP) di circa mm. Parallelamente, lo studio delle tensioni di Von Mises (DAT2: STRESS) ci permette di individuare i punti critici dove il materiale è più sollecitato, garantendo che la struttura non superi il limite di snervamento.
Il FEM nel Contesto Industriale: Oltre la Semplice Simulazione
Questo esempio dimostra che la potenza del calcolo ingegneristico non è più un lusso riservato esclusivamente a chi può permettersi licenze software da decine di migliaia di euro. Grazie a strumenti open-source come Calculix, la democratizzazione della simulazione numerica è ormai una realtà consolidata che permette anche alle piccole e medie imprese di competere su scala globale.
Tuttavia, nell’industria moderna, il FEM non è solo un esercizio accademico, ma il pilastro portante del cosiddetto Digital Twin (Gemello Digitale). Contestualizzare il FEM oggi significa comprendere il suo impatto su tre fronti fondamentali:
Riduzione del “Time-to-Market” e dei Costi di Prototipazione
In passato, la progettazione di un componente richiedeva numerosi cicli di “prova ed errore” (trial and error), con la realizzazione di costosi prototipi fisici sottoposti a test distruttivi. Oggi, la simulazione numerica permette di scartare i design inefficienti già nella fase concettuale. Prevedere il comportamento di una struttura prima ancora che venga realizzato il primo componente fisico è un vantaggio competitivo inestimabile che riduce drasticamente i tempi di sviluppo.
Ottimizzazione Topologica e Sostenibilità
Il FEM moderno non si limita a verificare se un oggetto “si rompe o meno”. Viene utilizzato per l’ottimizzazione topologica: il software analizza le linee di flusso delle tensioni e suggerisce dove è possibile rimuovere materiale senza compromettere la rigidezza. Questo porta a strutture più leggere, un fattore critico in settori come l’aerospazio o l’automotive, dove ogni grammo risparmiato si traduce in minor consumo di carburante e minor impatto ambientale.
Sicurezza e Prevenzione dei Cedimenti
La vera responsabilità del progettista risiede nel garantire la sicurezza e l’efficienza delle strutture del futuro. Il FEM permette di simulare scenari limite o condizioni di carico accidentali che sarebbero impossibili o troppo pericolose da riprodurre in laboratorio. In questo senso, la precisione dei risultati è vitale: come abbiamo visto, essa dipende interamente dalla qualità della mesh e dalla correttezza delle assunzioni fisiche fatte. Una mesh troppo grossolana porterà a risultati errati, potenzialmente pericolosi, mentre una eccessivamente fitta sprecherà preziose risorse computazionali senza aggiungere valore informativo reale.
Riflessioni Finali: Il Ruolo dell’Ingegnere
È fondamentale ricordare come il FEM, per quanto potente, rimanga un “servo fedele ma un pessimo padrone“. Lo strumento non sostituisce l’intuizione ingegneristica; al contrario, richiede una comprensione ancora più profonda della fisica del problema. La vera maestria del progettista risiede nel trovare il perfetto equilibrio tra accuratezza e semplicità, trasformando freddi script di codice in strumenti decisionali capaci di guidare l’innovazione.
Ora che abbiamo compreso assieme le basi, il prossimo passo logico verso una padronanza industriale dello strumento potrebbe essere l’esplorazione di analisi non lineari (per materiali plastici o grandi spostamenti) o analisi dinamiche, ambiti in cui Calculix rivela tutta la sua straordinaria versatilità e potenza.


