Tessuti innovativi: verso il futuro con i nuovi materiali smart

Una panoramica su diversi progetti innovativi che riguardano il mondo dei tessuti, dal cattura inquinamento in lana di pecora all’abbigliamento high-tech gestito da smartphone.

Hexoskin, la maglia smart dedicata agli sportivi che rileva i dati durante gli allenamenti tramite sensori di tessuto bluetooth.

Si chiama Wearable Technology ed è quella parte di mercato che ha catturato l’interesse di molti ricercatori e progettisti alla ricerca di nuove soluzioni nel campo dell’abbigliamento smart, con prodotti interattivi, in grado di colloquiare con smartphone, dotati di LED e sensori. Naturalmente alcune aziende hanno utilizzato questi spunti in altro modo, come ad esempio per creare abbigliamento da lavoro salvavita, in grado di aiutare l’operatore in caso di pericolo ed emergenza. Nonostante il design rimanga un punto fermo in tutti i progetti, c’è chi è riuscito ad abbinarlo all’ambiente, sfruttando i tessuti per emergenze ambientali come polveri sottili, smog ed emissioni industriali.

The Breath

Nelle mani di designer e progettisti d’interni, The Breath può trasformarsi in un complemento d’arredo di valore per purificare l’aria che respiriamo.

Progettato per attirare le molecole inquinanti all’interno della propria anima, The Breath lavora grazie ad un sistema “three layer”, ovvero tre parti attive con posizioni e ruoli differenti e complementari, tre strati che lavorano in sinergia per garantire un’azione di pulizia a 360°. Grazie a nano molecole attivanti, gli inquinanti sono bloccati all’interno della struttura in tessuto senza possibilità di rilascio nell’ambiente; le molecole inquinanti assorbite vengono poi disgregate. È una tecnologia a basso impatto ambientale, progettata per ambienti indoor e outdoor, che sfrutta il naturale movimento dell’aria per purificarla. The Breath è un sistema passivo ed ecologico che non utilizza fonti di alimentazione esterna di origine elettrica o fossile per purificare l’aria. Può essere impiegato in ambienti chiusi, pubblici e privati, per ridurre gli inquinanti derivanti da riscaldamento, allergeni, prodotti chimici e polveri sottili. Può essere utilizzato come supporto di stampa per la segnaletica, come materiale informativo o didattico nei locali pubblici, ad esempio ospedali, uffici e scuole. Applicare alle barriere antirumore delle autostrade questa tecnologia è solo una delle possibili applicazioni urbanistiche per ridurre lo smog.

Geolana

Geolana funziona come un microdepuratore che assorbe le sostanze petrolchimiche sversate in acqua e ne permette la biodegradazione: un chilo di lana elimina dai 7 ai 14 chili di idrocarburi.

Geolana è un esempio di come si può utilizzare un tessuto per rispondere alle emergenze ambientali. Edilzero, azienda sarda specializzata in bioedilizia, ha messo a punto un geo-tessile intelligente, in lana di pecora, che ripulisce le acque da idrocarburi derivati da petrolio. Realizzato in collaborazione con l’Università di Cagliari, grazie ad una particolare tecnologia tessile che lavora la lana a microcelle, Geolana crea un habitat ideale per ospitare al suo interno microrganismi marittimi che assorbono e degradano le sostanze inquinanti. Ad ogni modulo di Geolana viene data la forma di cuscino o di boa; la bonifica risulterà più efficace quando i vari moduli vengono legati insieme formando barriere oleoassorbenti e idrorepellenti galleggianti. L’ideale è lasciarli in acqua durante i mesi estivi, periodo in cui si concentra l’80% dell’inquinamento marittimo. Le barriere di Geolana, una volta in acqua, permettono di ridurre significativamente l’inquinamento del mare: un chilo di tessuto “mangia” letteralmente dai 7 ai 14 chili di idrocarburi. Questa tecnologia è l’unica in grado di coniugare due azioni fondamentali: assorbimento degli idrocarburi e biodegradazione degli stessi, senza aggiunta di additivi chimici né alterazione di processi biologici. Come risposta per il mantenimento degli ecosistemi naturali, Geolana è utilizzata, e dunque acquistata, da enti istituzionali e amministrazioni come impianti portuali, provincie, comuni, ma anche associazioni turistiche, dal momento che il recupero di aree non balneabili rappresenta una grande risorsa economica.

Una pacca virtuale che ti salva la vita

La soluzione Safety++ di Wearable Technologies fornisce un outfit completo per gli operatori di impianti e cantieri che giornalmente possono vivere situazioni di pericolo.

Immaginiamo un operatore che lavora in un impianto rumoroso, in una raffineria, in un’acciaieria con indosso le cuffie di protezione. In caso di emergenza, potrebbe non sentire il segnale di allarme né vedere la situazione di pericolo in quanto fuori dal tuo campo visivo. La soluzione è il progetto Safety++, ovvero le Wearable Technologies realizzate da Eni in collaborazione con il Mobile Experience Lab del MIT che combinano vestibilità, automazione e connettività sulla pelle e, all’occorrenza, ti danno una “pacca” artificiale sulla spalla e sulla gabbia toracica, per avvertirti che sei in situazione di criticità. Il kit si compone di quattro elementi:

  • Undershirt++ indumento che incorpora i motori di vibrazione e biosensori capaci di rilevare le caratteristiche fisiche, misurare frequenza cardiaca, respirazione, risposta galvanica della pelle e determinare la posizione dell’operatore;
  • Jacket++, nelle cui maniche sono integrati sensori per rilevare i livelli di volume sonoro, ed eventuali fughe di sostanze nocive nell’aria circostante come ad esempio monossido di carbonio e solfuro di idrogeno;
  • Carabiner++, un moschettone smart con rilevatori di altitudine per la messa in sicurezza durante i lavori in sospensionche misura la pressione all’interno del gancio e avverte l’operaio con una vibrazione se non è stato chiuso correttamente
  • Shoes++, scarpe antinfortunistiche che attraverso dei sensori di pressione inseriti nelle solette riescono a misurare il peso di un oggetto sollevato dal lavoratore, avvertendolo con delle vibrazioni nel caso in cui il carico fosse eccessivo per la propria salute e non conforme ai limiti previsti dalle normative.

Sinapsi

Sinapsi, la giacca che si riscalda, è già sul mercato nella versione senza bluetooth; la campagna crowdfunding in corso servirà a sviluppare questa tecnologia e a migliorare l’app con nuove funzionalità.

Ideata da un team di progettisti italiani durante un freddo inverno, Sinapsi è la prima giacca che si scalda da sola semplicemente premendo un pulsante e utlizzando il proprio smartphone. All’interno del capo ci sono delle resistenze che, grazie ad una batteria (utile anche come power bank per il proprio smartphone) si riscaldano, funzionamento simile a quello dei sedili di un’automobile. La giacca impiega circa 10-15 minuti a riscaldarsi; la programmazione con l’app consente di scegliere l’orario di accensione e quindi il riscaldamento. L’app può anche connettersi al meteo e lanciare un messaggio di allerta in caso di cambiamento delle condizioni atmosferiche. La giacca, disponibile in diversi modelli sia da donna che da uomo, può raggiungere una temperatura di 20°C.

Hexoskin

Hexoskin, la maglia smart dedicata agli sportivi che rileva i dati durante gli allenamenti tramite sensori di tessuto bluetooth.

Nata dalla collaborazione con Nasa e Canadian Space Agency, Hexoskin Smart Shirt, è la nuova maglia con sensori biometrici che fornisce dati approfonditi sulla preparazione fisica, l’attività quotidiana e la qualità del sonno campionando più di 42.000 dati al minuto. Ciò che rende unico questo progetto sono i suoi sensori in tessuto collegati a un piccolo dispositivo Bluetooth, tali da rendere la maglia estremamente leggera e confortevole e decisamente più performanti rispetto agli altri activity tracker. La tecnologia bluetooth consente il collegamento con altri dispositivi esterni come smartphone, GPS, smartwatch e computer per bici. Realizzata interamente con tessuto italiano traspirante, Hexoskin è resistente all’acqua e offre una vestibilità ideale per qualsiasi sport. La maglia è anche lavabile in lavatrice, previa rimozione del dispositivo bluetooth. Hexoskin, oltre a misurare misurare la frequenza cardiaca, il numero dei passi, la qualità del sonno e le calorie bruciate, è in grado di rilevare la frequenza respiratoria, il volume polmonare, il livello di attività, l’accelerazione, la cadenza e molto altro. Esaminando i vari dati prima, durante e dopo le sessioni di allenamento, gli utenti possono portare gli esercizi ai massimi livelli.