Il produttore olandese di consumabili per la stampa 3d ColorFabb ha un ricco catalogo di materiali e la collaborazione con il colosso chimico Eastman Chemicals dà i propri frutti. Infatti è stato presentato un nuovo filamento altamente avanzato composto al 20% da fibra di carbonio e all’80% dal polimero proprietario “Amphora 3D” a base poliestere. Sebbene i filamenti caricati non siano una novità, XT-CF20 riesce a combinare un elevato modulo a flessibilità (6,2 GPa) con la stessa semplicità di utilizzo del PLA, benché sia il doppio più rigido. L’azienda dichiara che sono stati condotti test con le principali stampanti consumer (Ultimaker 2, Replicator 2X, Leapfrog Creatr…) per sei settimane senza mai un problema con l’estrusore o difficoltà legate alla temperatura di esercizio. Il materiale offre una buona precisione dimensionale e stabilità in stampa e per la sua rigidità e resistenza al calore diventa ottimale per applicazioni per componenti di droni o mezzi radiocomandati in genere.
Home » Un nuovo filamento con fibra di carbonio
Un nuovo filamento con fibra di carbonio
Condividi
Articoli correlati

Una parete di ceramica per raffrescare le città senza spreco di energia
Con estati sempre più calde e ondate di calore più frequenti, il raffrescamento degli edifici e degli spazi urbani richiede soluzioni meno energivore dei tradizionali sistemi di climatizzazione. In questa direzione si inserisce il lavoro dei ricercatori della Graz University

Risorse tecniche e fornitori: il vero collo di bottiglia dei progetti waterfall
Nei progetti gestiti con approccio waterfall la schedulazione è solida solo se lo sono le risorse che la sostengono: progettisti, macchinari, materiali e fornitori. ecco come pianificarli, bilanciarne i carichi e controllarli per evitare che una risorsa sovrallocata o un

Verso una governance più solida e strutturata del PDM
Attraverso metodo, regole condivise e indicatori di performance, le aziende possono trasformare il dato tecnico in una risorsa strategica, capace di migliorare la continuità operativa, ridurre le inefficienze e abilitare processi decisionali più rapidi e affidabili. Approfondiamo questo tema con

L’uomo al centro: progettare per la complessità
Progettare per la vera complessità richiede di abbandonare l’estetica di superficie per tornare a verità umane fondamentali: un prodotto digitale non vive nel vuoto, ma interagisce con il sistema nervoso dell’utente, con la sua diversità funzionale e con l’ecosistema fisico
