Toyota hanno messo a punto una nuova generazione di batterie agli ioni di litio basata su un elettrolita solido al posto dell’attuale tecnologia a elettrolita liquido. I vantaggi? Tempi di ricarica di appena 7 minuti. I nuovi accumulatori, stabili e compatti, potrebbero dunque dare una significativa accelerazione alla diffusione delle auto elettriche. I ricercatori Toyota sono al lavoro dal 2011 per sviluppare le nuove batterie ad elettrolita solido, e i risultati ottenuti sono estremamente incoraggianti. L’elettrolita solido consente di avere batterie meno ingombranti e molto più stabili, con tempi di ricarica nettamente inferiori. Sono stati messi a punto due differenti elettroliti, uno più complesso, composto da una miscela di litio, fosforo, silicio, zolfo e cloro, e uno più semplice composto da litio, fosforo e zolfo. Il primo mix si è rivelato quello con la migliore conducibilità, con i tempi di ricarica più brevi e veloce nel fornire energia. La seconda miscela si è invece rivelata più stabile, sicura e idonea ad alti voltaggi. Con i due composti sono stati realizzati i primi prototipi di batterie, le quali hanno reagito in maniera soddisfacente alle prove di durata.
Home » Ricarica in 7 minuti con le batterie Toyota a elettrolita solido
Ricarica in 7 minuti con le batterie Toyota a elettrolita solido
Condividi
Articoli correlati

contenuto sponsorizzatoControllo fluidi per il settore life science
Per il settore life science, Metal Work sviluppa e propone prodotti standard e speciali conformi ai capitolati cliente, siano essi realizzati in metallo oppure in tecnopolimero. L’ufficio Ricerca e Sviluppo è sempre pronto ad affrontare progetti anche complessi a supporto

Quando togliere materiale migliora il comportamento dinamico
Nel mondo della progettazione industriale esiste un riflesso quasi automatico: quando serve resistenza, si ricorre a materiali più “nobili” [1], sezioni più robuste, maggiore rigidezza. Eppure, quando entrano in gioco fenomeni dinamici, come l’impatto o la vibrazione, questo approccio non

CFD e FEM in outsourcing: quando conviene esternalizzare la simulazione?
Quando conviene gestire internamente le analisi CFD e FEM e quando è più efficace affidarle a un consulente esterno? La scelta dipende da costi, frequenza di utilizzo, competenze disponibili e ruolo del CAE nel processo progettuale. L’articolo analizza questi aspetti,

Progettare scambiatori di calore ad alte prestazioni mediante manifattura additiva
Gli scambiatori di calore sono dispositivi progettati per trasferire energia termica tra due o più fluidi mantenuti, nella maggior parte delle applicazioni, fisicamente separati. Sono impiegati in moltissimi settori industriali: dagli impianti energetici ai sistemi di climatizzazione, dai processi chimici
