Idrogeno + grafene

grafUn’auto elettrica che monta una unità di stoccaggio al grafene con una cella a combustibile in grado di autoprodurre idrogeno. È il risultato di Edison e Sunvault: dopo la messa a punto del più grande supercapacitore al grafene, le due aziende americane entrano nel mercato della mobilità elettrica. L’innovativa autovettura si chiamerà Electron One e sarà realizzata dalla nuova branca dell’azienda, Edison Motor Cars. All’accumulatore al grafene, materiale dalle straordinarie proprietà e applicazioni, la Electron One affi ancherà una cella a combustibile che opererà grazie a un sistema capace di produrre idrogeno con la semplice aggiunta di acqua. L’unità a idrogeno serve ad allungare la durata della batteria oltre i 560-650 km garantiti in normali condizioni di guida. Il controllo della trazione è garantito dall’installazione di un’unità di azionamento elettrico per ogni ruota. L’auto sarà sul mercato entro il primo trimestre del 2016 e, secondo le stime, dovrebbe accelerare da 0 a 100 in un lasso di tempo che va dai 2,0 ai 2,2 secondi. Un vanto per i produttori è anche il tempo di ricarica: 5 minuti.

Quaderni di progettazione

Le molle a tazza

Le molle a tazza, dette anche molle Belleville, sono molle a disco conico, apparentemente semplici, ma capaci di comportamenti molto complessi. La loro capacità di erogare forze elevate in spazi limitati viene combinata in modo efficiente con la modulazione della

Tips&Tricks

I segreti dei riferimenti parziali (datum target)

I riferimenti parziali (datum target) consentono di definire in modo accurato il sistema di coordinate quando le superfici reali dei componenti non sono perfettamente utilizzabili come riferimenti geometrici.Basati su punti, linee o aree specifiche, garantiscono il corretto posizionamento del pezzo

Design thinking

Sfruttare grafene e nanomateriali per l’acqua del futuro

Nuove frontiere nella raccolta sostenibile di risorse idriche. La crisi idrica globale è ormai una realtà strutturale che sta ridefinendo priorità politiche, industriali e sociali. Le Nazioni Unite stimano che oltre 2,2 miliardi di persone non dispongano di accesso regolare