Con EasyJet l’idrogeno spicca il volo

Il progetto combina alle celle a combustibile anche la frenata rigenerativa, che permetterebbe al velivolo di accumulare in batterie ultraleggere l’energia cinetica dispersa con l’atterraggio.
Con l’obiettivo di risparmiare 50mila tonnellate di carburante all’anno, EasyJet sta spingendo il progetto, frutto della collaborazione con l’Università di Cranfield, per arrivare il più presto
possibile al primo jet ibrido della storia dell’aviazione.
Ma il progetto non si ferma qui. EasyJet e l’Università di Cranfield stanno testando altre idee innovative da applicare agli aerei: ali che cambiano forma in volo per un’aerodinamica ottimale, rivestimenti super efficienti per ridurre la resistenza, sedili in fibra di carbonio
con incorporati sistemi di ricarica wireless per i dispositivi elettronici.

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