Accumulatore a sacca per applicazioni nucleari

Parker Hannifin, specializzato nelle tecnologie di motion & control, ha lanciato la nuova serie di sacche per accumulatori idraulici installabili in applicazioni nucleari. Il nuovo materiale N1 Bladder Mix è l’unico materiale esistente che soddisfa lo standard PMUC per applicazioni nucleari. All’interno dell’accumulatore la sacca, realizzata con questo innovativo materiale, garantisce una soluzione di immagazzinamento energetico efficiente, altamente affidabile e con eccellente riduzione delle pulsazioni.

Per sistemi a bassa e alta pressione

L’accumulatore a sacca N1 di Parker Hannifin offre una pressione massima di esercizio di 300 bar ed è ideale sia per i sistemi ad alta che a bassa pressione. La versatilità dell’accumulatore si riflette anche nell’ampio range di temperature a cui può operare, da -25° fino a +175°C consentendo così di essere impiegato in differenti ambienti. Il composto N1 Bladder Mix è stato ideato per raggiungere standard eccezionali, garantendo alta resistenza all’abrasione e bassi livelli di permeabilità all’azoto permettendo di diminuire i costi e i tempi di manutenzione.

Può essre impiegato con acqua borata

I bassi livelli di zolfo e alogeno (meno di 200 ppm) hanno permesso al composto N1 di soddisfare i requisiti per applicazioni nucleari. Un ulteriore beneficio è l’alta compatibilità chimica del prodotto, permettendo il conseguente utilizzo con acqua borata e altri comuni fluidi nucleari (oltre ad essere compatibile con olio minerale, acqua, acque-glicole). Il composto N1 Bladder Mix di Parker è disponibile per accumulatori con capacità da 0.5 a 575 litri.

 

Design thinking

Sfruttare grafene e nanomateriali per l’acqua del futuro

Nuove frontiere nella raccolta sostenibile di risorse idriche. La crisi idrica globale è ormai una realtà strutturale che sta ridefinendo priorità politiche, industriali e sociali. Le Nazioni Unite stimano che oltre 2,2 miliardi di persone non dispongano di accesso regolare

Software

Errori tipici nelle simulazioni CFD: come riconoscerli e come evitarli

Negli ultimi anni i software CFD sono diventati sempre più facili da usare. Questo non garantisce tuttavia l’affidabilità dei risultati. Errori nella definizione del problema, nella costruzione del modello o nell’interpretazione dei risultati possono portare a conclusioni fuorvianti anche quando

Attualità

Ciclo di seminari: “Saper fare italiano, tecnologia e valori costituzionali”

Anche quest’anno l’Avv. Agostino Crosti, Professore a contratto in Diritto Penale ed Etica dell’Ingegnere Industriale presso il Dipartimento di Chimica, Materiali e Ingegneria Chimica “Giulio Natta” del Politecnico di Milano organizza – nell’ambito delle lezioni del corso “Diritto penale ed etica dell’ingegnere