Il “multiutensile” che non si può non avere

Stylo+ di Dremel (Gruppo Bosch) è un multiutensile innovativo, concepito per essere compatto e leggero in modo da poter essere usato con la facilità di una penna. Ha un mandrino autoserrante e velocità variabile per cambiare rapidamente applicazione. Consente di dare un tocco personalizzato nell’incisione, nell’intaglio, nella levigatura e nella lucidatura. Dremel Stylo+ fornisce un livello di comfort mai visto: con un peso di soli 150 grammi è il multiutensile più leggero mai sviluppato da Dremel. È caratterizzato da un semplice concetto: grazie al suo design unico, Dremel STYLO+ si impugna come una penna, consentendo sia agli utilizzatori alle prime armi che agli esperti di poter lavorare con precisione, anche per un periodo prolungato, senza stancarsi. La forma a penna consente di controllare lo strumento senza sforzo e, per questo motivo, è possibile lavorare ad una distanza ravvicinata, persino in aree difficili da raggiungere e di avere quindi sempre la massima visibilità in fase di lavorazione. Un interruttore on/off separato consente di memorizzare gli ultimi settaggi di velocità, una comodità per chi svolge lavori ripetitivi. Il motore poco rumoroso consente di lavorare tra le pareti domestiche evitando di doversi spostare in laboratorio od officina. Il mandrino autoserrante di Dremel STYLO+ può montare accessori di tutte le misure e di tutti i diametri rendendo facile e veloce la loro sostituzione: basta premere il pulsante di blocco dell’alberino e contemporaneamente aprire le ganasce del mandrino, quindi inserire l’accessorio desiderato e serrare. La velocità è regolabile per qualsiasi applicazione e materiale da 5000 a 22000 giri/minuto.

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I sistemi meccanici che producono o trasmettono energia in movimento si affidano quasi sempre a sistemi di componenti rotanti. Rotori, alberi, giunti e cuscinetti non sono soltanto elementi funzionali ma rappresentano i componenti fondamentali per la dinamica di gran parte

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Progettazione industriale mediante metodo FEM

In molti ambiti della progettazione industriale, sempre più caratterizzata da cicli di sviluppo rapidi e sistemi a complessità crescente, la capacità di prevedere il comportamento strutturale di un componente o di un assieme meccanico risulta fondamentale. In questo scenario, la

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Nel precedente Quaderno di Progettazione abbiamo introdotto la teoria degli elementi monodimensionali, mostrando le varie formulazioni. In questa seconda puntata andremo a mostrare come modellare strutture composte da travature multiple e come creare le matrici di rigidezza dell’intera struttura. di