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Biglietto di ingresso gratuito alla fiera (valore 35 €)
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Con MJF puoi scendere a spessori molto ridotti, ma non sempre è la scelta migliore. Pareti troppo sottili rischiano di deformarsi nelle zone termicamente più “vive” del build. In generale, un minimo di 0,6–0,8 mm funziona, ma per parti funzionali è meglio mantenersi su 1–1,2 mm. Questo aiuta la costanza dimensionale, migliora la robustezza e riduce gli scarti in produzione. Un piccolo aggiustamento geometrico spesso migliora la ripetibilità più di quanto ci si aspetti.
Le strutture reticolari sono uno dei maggiori vantaggi della stampa 3D, ma con MJF diventano particolarmente efficienti. Il PA12 offre un rapporto rigidità/peso ideale per realizzare reticoli leggeri ma robusti. Usarle permette di togliere materiale da zone non critiche, ridurre il peso e allo stesso tempo mantenere la resistenza là dove serve. Ottime per parti ergonomiche, gusci, supporti e componenti da movimentare.
L’orientamento delle parti in MJF è meno critico rispetto ad altre tecnologie, ma influisce comunque sulla planarità e sull’omogeneità delle superfici larghe. Mettere le superfici critiche parallele al piano XY aiuta a ridurre eventuali ondulazioni e variazioni. Inoltre, orientare bene i volumi permette un assorbimento termico più uniforme nel build. Un accorgimento semplice che migliora molto la qualità finale.
Una delle chiavi per ottenere parti costanti è distribuire in modo bilanciato i volumi nel build. Pezzi molto massicci vicini a pezzi molto sottili possono generare differenze termiche che influenzano la fusione e la precisione. Con piccoli aggiustamenti nel nesting puoi stabilizzare la temperatura, migliorare la ripetibilità e ridurre difetti come deformazioni o variazioni cromatiche. Vale soprattutto per produzioni miste.
MJF permette di stampare filetti funzionali, ma i passi troppo piccoli rischiano di perdere definizione. Come regola pratica, filetti da M4 in su funzionano bene; per misure inferiori meglio usare inserti termici o helicoil. In questo modo ottieni accoppiamenti più solidi, resistenti nel tempo e con montaggi più affidabili. È un compromesso ideale tra libertà di design e performance meccanica.
Se la tua applicazione richiede superfici lisce, sigillate o esteticamente gradevoli, la vapour smoothing è una soluzione molto efficace. Il trattamento penetra nelle micro-porosità del PA12, uniforma la superficie e migliora la resistenza agli agenti chimici. È ottimo anche per parti a contatto con liquidi o flussi d’aria, dove la rugosità influenza la performance. Una finitura che migliora sia forma che funzione.
Una delle potenzialità più rilevanti di MJF è la possibilità di creare canali interni curvi, multipli o ramificati senza necessità di supporti. Diametri sopra i 2 mm garantiscono una pulizia efficace della polvere e una buona ripetibilità. Questo abilita applicazioni difficili con lavorazioni tradizionali: raffreddamento conforme, distribuzione fluidi, passacavi, riduzione peso. Un vantaggio spesso sottovalutato.
Le “living hinges” non sono comuni con il PA12, ma possono funzionare bene se progettate con spessore intorno a 0,3–0,5 mm e con raggi generosi. È fondamentale evitare zone di stress concentrato e modellare il movimento previsto. Usate correttamente, permettono di evitare assemblaggi, ridurre componenti e aumentare l’affidabilità. Perfette per sportellini, tappi, cover e piccoli meccanismi ripetitivi.
a stampa 3D dà il meglio quando riduce il numero di parti. Con MJF puoi integrare clip, ganci, snap-fit, guide lineari, fermagli e piccole cerniere all’interno della stessa geometria. Meno componenti significa meno costi di assemblaggio, meno tolleranze accumulate e maggiore affidabilità. È uno dei modi più semplici per ottenere ROI rapidi sulla produzione additiva.
MJF gestisce molto bene dettagli piccoli come testi in rilievo o incisi con altezza minima di circa 0,3 mm. È utile per numeri di serie, codici interni, identificazione parti, branding o tracciabilità. Evita etichette, inchiostri o adesivi che nel tempo si possono consumare. Una soluzione semplice ma potente per supply chain, ricambistica e produzione personalizzata.
I fori stampati tendono a risultare leggermente più piccoli o leggermente ovalizzati a causa della fusione. Aggiungere 0,1–0,2 mm al diametro nominale porta a ottenere un valore reale molto più vicino al progetto. È una regola pratica molto usata nelle produzioni serie, soprattutto nei componenti meccanici o nelle sedi per inserti. Un accorgimento banale che evita correzioni manuali.
Il PA12 assorbe il colore in modo diverso a seconda della rugosità superficiale. Una sabbiatura uniforme prima della verniciatura migliora l’adesione, riduce l’assorbimento irregolare e crea una base omogenea. Risultato: colori più stabili, meno variazioni e maggiore qualità estetica. È particolarmente utile per cover, parti estetiche e componenti destinati al cliente finale.
La libertà di posizionare i pezzi in volume (non solo layer-by-layer) permette di ottimizzare in modo significativo il numero di parti per build. Un nesting ben strutturato riduce i vuoti, distribuisce meglio la massa termica e abbassa il costo per parte. È una delle prime leve di efficienza quando si scala verso la produzione. In molti casi vale più di una modifica geometrica.
La finitura naturale del PA12 trattiene leggermente i lubrificanti e riduce il rischio di grippaggio nei piccoli meccanismi. Questo rende la tecnologia perfetta per guide, slitte, leve, ingranaggi lenti e parti con movimento ripetitivo. In applicazioni dove il contatto è frequente, la porosità controllata diventa un vantaggio funzionale. Un uso spesso trascurato ma molto efficace.
Spessori molto variabili possono generare differenze estetiche, soprattutto dopo colorazione o vapour smoothing. Mantenere pareti uniformi aiuta a ottenere tonalità più omogenee e riduce il rischio di macchie o gradienti indesiderati. È particolarmente utile per parti visibili, cover, oggetti consumer o elementi di design. Un principio semplice ma fondamentale quando la qualità estetica è prioritaria.
Prima di lanciare una produzione, può essere utile stampare una piccola scheda di test con pareti, snap-fit, tolleranze, fori e piccoli volumi. Serve per verificare rapidamente come l’impianto risponde a certe geometrie e a quale valore reale corrispondono le tolleranze teoriche. Un metodo veloce per evitare iterazioni inutili e arrivare al file finale più rapidamente.
Il PA12 diventa praticamente impermeabile all’acqua dopo un ciclo di vapour smoothing, perché il trattamento sigilla le micro-porosità. Questo è molto utile per serbatoi, condotti fluidici, contenitori, applicazioni outdoor o parti immerse. Senza aumentare il peso o cambiare materiale, ottieni una tenuta molto più affidabile. Un upgrade molto efficace nelle applicazioni tecniche.
Con MJF puoi integrare nella parte guide, sedi, appoggi o riferimenti che servono solo a facilitare montaggi o lavorazioni successive. Questo riduce errori, accelera gli assemblaggi e permette all’operatore di posizionare correttamente il pezzo senza strumenti esterni. È uno dei vantaggi più evidenti della progettazione per l’additivo e porta benefici immediati in produzione.